Africa Rising Music Conference 2026 porta Australia e Uganda a Johannesburg
Delegazioni internazionali, nuovi focus country e un ponte tra continenti: la sesta edizione della Africa Rising Music Conference si preannuncia come il più importante crocevia globale per la scena musicale africana.
Il motore dell’industria musicale africana si prepara a fare un balzo in avanti. Dal 22 al 23 maggio 2026, Johannesburg ospiterà la sesta edizione dell’Africa Rising Music Conference (ARMC), e l’espansione promessa dagli organizzatori è già da headliner.
Per la prima volta, due nazioni entrano ufficialmente nella lista dei “focus countries”: Australia e Uganda. Non si tratta di semplici bandiere sulla locandina. Entrambe porteranno delegazioni curate di artisti, manager e operatori culturali, pronti a intrecciare reti e progetti con il continente africano.
A guidare la spedizione ugandese sarà Amplify Ugandan Music Expo, un partner che ha già gettato le basi nelle scorse edizioni. L’Australia, invece, segna una svolta geografica e strategica: è il segnale che l’ARMC guarda sempre più lontano, oltre l’Oceano Indiano, costruendo ponti con il Pacifico.
Ma il fronte internazionale non finisce qui. Torneranno delegazioni da Regno Unito (supportate da PRS Foundation), Germania, Stati Uniti e Svezia. Un quadro che trasforma la conferenza in un vero e proprio hub per la collaborazione cross-continentale.
Sul fronte dei diritti e dell’industria, arriva una nuova alleanza chiave: la Southern African Music Rights Organisation (SAMRO) scende in campo per sostenere il lavoro sulla gestione dei diritti e lo sviluppo professionale nella regione.
Il primo lotto di speaker annunciati mescola esperienza, hit e visione imprenditoriale. Tra i nomi spiccano:
• TRESOR (cantautore e produttore congolese, icona di eleganza sonora)
• Janesh
• Hitboss SA
• Brenda Mtambo
Voci che attraversano songwriting, produzione e imprenditoria culturale, dando il polso di un ecosistema in fermento.
L’edizione 2026 lancia anche una iniziativa concreta per abbattere le barriere economiche: il Community Access Pledge. Grazie a partner come Bridges for Music, shesaid.so South Africa, The Cradle Crew e BTCH$ LUV, brand e organizzazioni potranno donare ticket, che verranno distribuiti a giovani artisti emergenti e imprenditori che altrimenti non potrebbero partecipare.
Un gesto che suona come un vero “pledge” – una promessa – verso la prossima generazione di creativi africani.
Altri speaker e dettagli del programma saranno annunciati nelle prossime settimane. Nel frattempo, i Phase 2 ticket sono già disponibili su Quicket.
Se volete capire dove si sta muovendo il futuro della musica globale – tra club, diritti, export e nuove alleanze – il posto da segnare sul calendario è Johannesburg, fine maggio 2026.
