Dentro il disco: "You are sleeping EP" di Nicodemo su Alzaya Records
Nicodemo torna su Alzaya Records con You Are Sleeping, un EP che scambia l'immediatezza del peak time per un'affascinante esplorazione dello scivolamento percettivo.
Nicodemo, producer italiano e co-fondatore di Alzaya Records, sembra voler collocare il suo nuovo EP "You Are Sleeping" in una zona sospesa tra la percezione e l'ascolto etereo, cinque tracce che indagano gli stati di sospensione attraverso un vocabolario elettronico sobrio e raffinato, sospeso tra leftfield house e una costruzione spaziale che deve molto alla tradizione dub.
Il disco, che segna il ritorno del producer sulla sua etichetta dopo il "Radio Meccanica EP" e lo "Spaziotempo EP" realizzato con Volantis, si sviluppa non attraverso le convenzionali strutture di tensione e rilascio, ma come una graduale modificazione delle condizioni di ascolto. Le coordinate spaziali si affievoliscono, i frammenti vocali circolano come segnali residuali all'interno del mix, e il tempo sembra scorrere secondo una temporalità altra, quasi onirica. A guidarci in questo viaggio sonoro è la title track, che introduce la logica centrale del disco: una struttura ritmica misurata ma insistente che sostiene presenze vocali fuori fuoco e risposte armoniche in ritardo. Poi è la volta di "Echo Phase", che sviluppa ulteriormente l'approccio attraverso riflessioni stratificate e un trattamento spaziale ricorsivo, mentre "Minor Haze" riduce la chiarezza strutturale in favore di una sospensione tonale che sfuma i contorni delle armonie.
Sul lato B, la reinterpretazione di Domenico Rosa, producer campano dall'eleganza sobria e fondatore di Imprints Records e Propersound Records, sposta il materiale verso coordinate più esplicitamente club-oriented, senza però sacrificare quell'instabilità percettiva che caratterizza l'originale. Aldonna, produttrice e founder dell'etichetta Re-Leaf, trasforma invece "Echo Phase" in un campo temporale più astratto, trattando l'originale come materiale mnemonico da allungare e deformare.
Abbiamo incontrato Nicodemo (all'anagrafe Vincenzo Bilotti) per parlare del processo creativo che ha portato a questo lavoro, del suo approccio ibrido tra analogico e digitale, e di come sia riuscito a trovare quell'equilibrio tra profondità e chiarezza che rende "You Are Sleeping" un ascolto tanto immersivo quanto definito. Ci risponde direttamente nel suo habitat naturale, lo studio Audio XL che condivide con altri tre producer (Alessandro Volantis, Fulvio e Max), ambiente di confronto costante che ha influenzato in modo significativo la genesi dell'EP.
Ciao Vincenzo, e grazie per essere qui su Mixmag Italia. Ti va di raccontarci com'è generalmente il tuo approccio allo studio (digitale, analogico, entrambi) e quali macchine / synth sono stati fondamentali per la realizzazione di questo EP?
Grazie a voi per l'invito!
Il mio approccio è un equilibrio tra digitale e analogico. Mi piace sfruttare la flessibilità del digitale, ma allo stesso tempo cerco sempre di usare analogico quando ho la possibilità di stare in studio a lungo e sperimentare. Non ho un approccio feticista verso l'hardware: per me conta sempre il risultato finale. In questo EP sono stati importanti alcuni synth come il Korg Minilogue e il Virus, soprattutto per bassi, droni e texture. Poi c'è molto lavoro di manipolazione all'interno di Ableton, dove costruisco e trasformo il suono.
Hai mescolato tutto in-the-box o hai usato anche gear esterno? E qual è stato l'elemento più difficile da far stare insieme nella fase di mix?
Il mix è stato fatto al 50% in the box e l'altro 50% passando da un outboard analogico. Lavoro le mie produzioni presso Audio XL, uno studio che condivido con altri tre producer, Alessandro (Volantis), Fulvio e Max. È un ambiente in cui ci confrontiamo continuamente sul suono, ci scambiamo idee e ascoltiamo reciprocamente i lavori in corso. Anche per questo EP, nella fase di mix, il loro contributo è stato prezioso: avere orecchie diverse e punti di vista esterni mi ha aiutato a prendere decisioni più lucide. La sfida più grande è stata trovare un equilibrio tra profondità e chiarezza. Ci sono molti riverberi, delay e livelli sonori che convivono nello stesso spazio, quindi era importante mantenere quella sensazione di immersione senza perdere definizione e movimento.
Quando hai cominciato a lavorare alle tracce, partivi già con un'idea chiara del suono che volevi, o la ricerca è stata parallela alla scrittura?
La ricerca è stata completamente parallela alla scrittura. Avevo un'idea dell'atmosfera che volevo raggiungere, ma non un suono già definito. Ogni traccia ha contribuito a costruire l'identità del disco e, solo andando avanti, mi sono reso conto che tutte stavano parlando la stessa lingua. Mi piace lasciare che siano i brani a suggerire la direzione invece di imporla dall'inizio. Quando un pezzo prende una strada diversa da quella che avevo immaginato, di solito cerco di seguirlo.
Hai costruito le batterie partendo da campioni, da drum machine, o le hai sintetizzate da zero? E in fase di mix, su cosa hai spinto di più: il corpo delle casse o le alte frequenze delle percussioni?
È un mix di approcci. Ci sono campioni, drum machine e diversi suoni elaborati e stratificati fino a diventare quasi irriconoscibili. Più che cercare un impatto immediato, mi interessava creare groove con una forte sensazione di profondità e dinamismo. In fase di mix ho dedicato molta attenzione al rapporto tra kick e basse frequenze, lasciando che le percussioni trovassero il loro spazio senza diventare troppo aggressive. Ho cercato di evidenziare le texture sonore che più mi esaltavano all'interno del groove. Sono elementi che non si notano subito ma che ne cambiano la percezione durante l'ascolto.
Hai dato agli artisti che hanno fatto i remix delle indicazioni di massima libertà o avevano delle linee guida precise da seguire? Quando hai ascoltato i loro mix per la prima volta, c'è qualcosa che ti ha sorpreso o che non ti saresti mai aspettato dal tuo materiale?
L'unica indicazione che avevo dato era quella di immaginare delle versioni più orientate al peak time, perché mi piaceva che il pacchetto avesse anche una dimensione più club. Per il resto hanno avuto massima libertà creativa. Durante il confronto ho chiesto qualche piccola modifica, come è normale che sia, ma ho sempre cercato di assecondare la loro visione. È proprio questo il motivo per cui scelgo determinati artisti: mi interessa vedere i miei brani reinterpretati attraverso il loro linguaggio. Entrambi mi hanno sorpreso, perché sono riusciti a valorizzare elementi che nell'originale avevano un ruolo più secondario, portandoli al centro della composizione senza perdere l'identità del pezzo.
Con "You Are Sleeping", Nicodemo costruisce un ambiente di ascolto in cui l'orientamento si allenta progressivamente, senza mai crollare del tutto. Un'opera che conferma la maturità artistica di un producer che, attraverso il progetto Somewhere e l'etichetta Alzaya Records, sta contribuendo a ridefinire i confini della musica elettronica italiana con uno sguardo rivolto tanto alla tradizione club quanto alle sperimentazioni più sofisticate.
Il disco è disponibile su tutte le piattaforme.
