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I Magazzini Generali di Milano si raccontano in un libro

Dentro il volume che celebra 30 anni di notti leggendarie, tre decenni tra clubbing, djing e cultura urbana milanese

  • Riccardo Sada
  • 23 March 2026
I Magazzini Generali di Milano si raccontano in un libro

Il clubbing milanese e la musica elettronica si intrecciano nel libro “XXX Magazzini Generali. 1995-2025”, il volume che celebra i trent’anni di uno dei luoghi più iconici della nightlife italiana. Pubblicato da Emuse, il libro ripercorre la storia di un club che dal 1995 ha ridefinito il concetto stesso di spazio urbano dedicato alla musica e alla creatività, trasformando ex magazzini ferroviari in un laboratorio culturale capace di influenzare l’intera scena europea. Nato da un’intuizione di Gian Carlo Soresina insieme a Giovanni Lanzone, Marco Garofalo, Emanuele Tessarolo e Alberto Guazzetti, il progetto rompe fin da subito con l’idea tradizionale di discoteca, puntando su contaminazioni artistiche, live, elettronica e visioni avanguardistiche. Soresina lo dice chiaramente: voleva segnare un cambio netto, superare i modelli del passato e costruire qualcosa di radicalmente nuovo.

E così è stato. In pochi anni i Magazzini Generali diventano un hub internazionale dove si incontrano poesia, arte e musica, ospitando figure come Allen Ginsberg, Yoko Ono e Orlan, ma anche dj fondamentali per la cultura elettronica come Carl Cox, Francois Kevorkian, Jeff Mills e Marco Carola, oltre a live di artisti del calibro di The Chemical Brothers, Lenny Kravitz, Black Eyed Peas, Quincy Jones, Mary J. Blige e Green Day. Non solo clubbing: il locale diventa anche teatro dei concerti in diretta di RAI Radio 2, consolidando il suo ruolo centrale nella scena culturale. Il riconoscimento arriva nel 2005 quando MTV lo premia come miglior realtà clubbing, certificando l’impatto internazionale del progetto.

Con l’arrivo della gestione di Daniele Orlando tra il 2005 e il 2015, il club diventa il cuore pulsante della nightlife milanese, con lineup che raccontano l’evoluzione globale della musica elettronica: da David Guetta ad Axwell, passando per Locodice, Richie Hawtin e Skrillex. Parallelamente esplode “Pink is Punk”, la serata firmata Marcelo Burlon che unisce moda, musica e cultura underground, attirando una nuova generazione di pubblico creativo.

In quegli anni entrare ai Magazzini Generali significava vivere il meglio del clubbing internazionale, spesso senza neanche conoscere la lineup, con la certezza di assistere a qualcosa di unico. Dal 2015 a oggi, sotto la guida di Jimmy Mahboob, il club continua a reinventarsi senza perdere la propria identità, ospitando artisti come Sven Väth, Four Tet, Black Coffee, Fatboy Slim, Laurent Garnier e Peggy Gou, mantenendo saldo il legame con la musica elettronica di qualità e con il live contemporaneo. “XXX Magazzini Generali. 1995-2025”, curato da Stefano Astore con introduzione e interviste di Alberto Traversi e progetto grafico firmato da ’48, è molto più di un libro celebrativo: è un archivio visivo e narrativo che raccoglie fotografie, materiali inediti e testimonianze dirette dei protagonisti che hanno costruito questo mito.

Le interviste ai tre proprietari, Soresina, Orlando e Mahboob, insieme al contributo di Marcelo Burlon, restituiscono una visione completa di un luogo che non si è limitato a seguire le tendenze ma le ha create, influenzando profondamente il clubbing italiano e internazionale. Un racconto che attraversa tre decenni di musica elettronica, trasformazioni urbane e cultura contemporanea, confermando i Magazzini Generali come uno dei simboli più forti della nightlife europea.

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