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ARTISTS

Ivan Masa: un sound riconoscibile, ma mai prevedibile

  • Sergio Niño
  • 18 September 2026
Ivan Masa: un sound riconoscibile, ma mai prevedibile

Succede che a volte, nella carriera di ogni artista, le cose che funzionavano iniziano a suonare già sentite. Per Ivan Masa quel momento è arrivato lo scorso gennaio, in studio, con la consapevolezza che era ora di cambiare qualcosa. Il risultato è “Anyway & Peren”, un EP in due tracce uscito per Dear Deer che racconta un artista in movimento, alla ricerca di un equilibrio tra groove, melodia ed emozione. Lo abbiamo intervistato per farci raccontare cosa sta costruendo, come è nato il legame con la label ucraina e cosa significano per lui il supporto di Tomorrowland e il futuro che lo aspetta.

Quando gli chiediamo dove si senta collocato in questo momento della sua carriera e cosa rappresenti questa doppia uscita per il suo 2026, ci racconta il bisogno di uscire dalla comfort zone e la genesi del progetto, nato tra il suo studio e le spiagge di Bali.

Ho iniziato a lavorare a queste tracce lo scorso gennaio. Ricordo una sera in studio in cui sentivo molto forte la necessità di cambiare qualcosa nel mio modo di produrre. Mi sembrava di essere arrivato a un punto in cui alcune cose che facevo iniziavano a suonarmi già sentite, quasi come se stessi ripetendo me stesso. Avevo quindi bisogno di sperimentare, di uscire un po’ dalla mia comfort zone e provare a lavorare con suoni e combinazioni che normalmente non avrei utilizzato. Non credo che Anyway & Peren rappresentino una vera e propria rivoluzione del mio stile, e non era nemmeno quello l’obiettivo. Però sicuramente hanno portato qualcosa di più fresco e, per certi aspetti, più innovativo all’interno del mio sound. Era una sensazione che non provavo da un po’ di tempo e per me era importante ritrovare quella curiosità e quella voglia di sperimentare. Quando ho trovato gli incastri giusti, soprattutto con Peren, tutto è diventato molto più naturale. Ho salvato il progetto e, pochi giorni dopo, sono partito per Bali, dove sono rimasto per circa due mesi. È stato un periodo molto importante per me anche dal punto di vista creativo. Ed è proprio a Bali che nasce il nome Peren: è un’abbreviazione di Pererenan, il villaggio dove mi trovavo. Ho finito questi due progetti sull’isola e, in qualche modo, quel periodo ha aperto una nuova fase del mio lavoro. Da quelle settimane sono nati infatti molti altri progetti che vedranno la luce durante il prossimo anno. Forse è proprio questo che Anyway & Peren raccontano di me nel 2026: non necessariamente un cambio radicale, ma la voglia di non sentirmi mai arrivato, di continuare a cercare qualcosa di nuovo e di lasciare che anche i luoghi e le esperienze che vivo influenzino naturalmente la mia musica.

Se “Anyway & Peren” condividono lo stesso DNA, è nella loro anima che si dividono: da un lato la tensione dark e il groove più duro, dall’altro lo spazio atmosferico e melodico. Ivan ci svela perché ha voluto accostare due lati apparentemente opposti del suo sound in un’unica release, e come sia riuscito a trasformare un’emozione felice in musica.

In generale, unire due tracce che non appartengono esattamente allo stesso stile o che hanno un livello di energia diverso fa parte del mio modo di concepire le release. Mi piace che all’interno dello stesso progetto ci siano sfumature differenti del mio sound, senza sentire necessariamente il bisogno di mantenere tutto sullo stesso livello di intensità. Anyway rappresenta sicuramente il lato più energetico e diretto. È una traccia che posso immaginare facilmente anche in contesti più techno e dark, dove tensione, groove ed energia hanno un ruolo più importante. Peren, invece, rappresenta il mio lato più morbido e introspettivo. È una traccia in cui ho avuto più spazio per lavorare sulle melodie e cercare di renderle ipnotiche, quasi come se dovessero accompagnare l’ascoltatore in un viaggio. Quando lavoro a brani di questo tipo, cerco sempre di trasformare quello che sento in qualcosa di musicale. Le emozioni sono spesso il punto di partenza: cerco di prenderle e convertirle in suoni, atmosfere, melodie e dinamiche. Nel caso di Peren, questa sensazione è particolarmente evidente nel drop. Lo immagino proprio come un viaggio, ma non il classico viaggio legato a una melodia malinconica o nostalgica. Volevo trasmettere qualcosa di più positivo: un’emozione felice, quasi quella sensazione che ti fa sorridere senza un motivo preciso. Credo che sia questo contrasto tra l’energia di Anyway e la parte più emotiva e luminosa di Peren a rendere interessante la loro presenza nella stessa release.

Il riscontro, però, non si è fatto attendere. Con “Peren” già scelta da Tomorrowland per il loro aftermovie, e con i DJ più disparati che hanno accolto la release, gli chiediamo cosa significhi vedere la propria musica viaggiare oltre lo studio e se presti attenzione a dove e da chi viene suonata.

Sicuramente, quando lavoro in studio a un progetto, uno degli obiettivi principali è fare tutto il possibile affinché quella musica possa arrivare su palcoscenici importanti e nelle mani di grandi artisti. È una delle motivazioni che mi spingono maggiormente durante il processo creativo: sapere che, una volta terminata, una traccia potrebbe avere una vita molto più grande di quella che ha all’interno del mio studio. Il supporto di Tomorrowland è stata una sorpresa incredibile. Un pomeriggio mi è stato comunicato che avrebbero utilizzato Peren come traccia ufficiale per il loro aftermovie. Ricevere una notizia del genere è stata una grandissima soddisfazione, soprattutto perché arriva dopo tutto il tempo, l’impegno e la passione che metto nel mio lavoro. Sono quei momenti che ti fanno sentire che tutti i sacrifici e tutte le ore passate in studio hanno davvero un significato. Io faccio musica principalmente per passione e per amore verso quello che faccio, quindi vedere una mia traccia arrivare a una realtà come Tomorrowland è una di quelle cose che ti ripagano emotivamente di tutto il lavoro fatto. E sì, sicuramente presto attenzione a dove e da chi viene suonata la mia musica. Una volta che una traccia esce dallo studio non è più soltanto mia: inizia un nuovo percorso e mi piace vedere come viene interpretata e utilizzata da artisti diversi. L’obiettivo, alla fine, è proprio quello di far arrivare la mia musica sempre più in alto e raggiungere persone e contesti che magari oggi non posso ancora immaginare. Credo che, in fondo, questo sia un desiderio comune a ogni artista: continuare a far crescere la propria musica e darle la possibilità di arrivare sempre più lontano.

A ospitare questo doppio singolo è Dear Deer, label che ha costruito la sua identità sulla melodic electronic music lasciando ampio spazio agli artisti. Ivan ci racconta il legame con il fondatore Alex, un’amicizia che è diventata collaborazione, e perché questa sinergia sia stata determinante per la riuscita del progetto.

Il mio rapporto con Dear Deer nasce soprattutto dalla bellissima amicizia e dal rapporto di rispetto reciproco che ho con Alex, il proprietario della label. Ci conosciamo da molti anni e lui è sempre stato un sostenitore della mia musica, dimostrando costantemente un grande rispetto per il mio lavoro e per la direzione che ho scelto di prendere come artista. La scorsa primavera ci siamo sentiti per parlare di musica e, durante quella conversazione, mi ha proposto di lavorare insieme a un EP per la sua label. Mi è sembrato tutto molto naturale e ho iniziato a pensare a quale musica potesse rappresentare al meglio questa collaborazione. Ho subito pensato che Anyway & Peren fossero perfette per Dear Deer e per la direzione che Alex sta dando alla label. Voglio anche ringraziare personalmente Alex per tutto il supporto che mi ha dato durante questo percorso. Il suo coinvolgimento ha fatto davvero la differenza e, senza il suo supporto, credo che questa release avrebbe potuto prendere una direzione completamente diversa. Abbiamo lavorato molto bene insieme, con grande fiducia reciproca e con una visione condivisa di quello che volevamo ottenere. Per me, è proprio questo che rende una label la casa giusta per una release. Non si tratta soltanto della musica in sé, ma anche delle persone che ci sono dietro, della fiducia che si costruisce e della sensazione che artista e label stiano realmente lavorando verso la stessa visione. Con Alex e Dear Deer ho sentito questa connessione fin dall’inizio e sono davvero felice di quello che abbiamo creato insieme.

Chiudiamo guardando avanti. “Anyway & Peren” non è un punto d’arrivo, ma un passaggio obbligato all’interno di un quadro più ampio. Il producer ci anticipa cosa dovranno aspettarsi gli ascoltatori dal prossimo capitolo di Ivan Masa, tra groove più marcati, ritmiche vive e la ricerca di un equilibrio sempre più personale.

Come dicevo nella prima domanda, Anyway & Peren sono nate proprio dalla necessità di portare un cambiamento nella mia musica e di uscire, almeno in parte, da quello che avevo fatto fino a quel momento. Per questo credo che anche nei prossimi progetti ci sarà sempre qualcosa di diverso, qualcosa di non scontato. Non voglio che chi ascolta una mia nuova traccia abbia già la sensazione di sapere cosa aspettarsi. Il “nuovo” Ivan Masa sarà sicuramente più orientato verso un sound groove, cercando di unire le melodie che fanno parte della mia identità a una componente ritmica più presente e dinamica. Mi interessa molto lavorare su ritmiche che non siano mai monotone, ma che abbiano sempre un certo movimento, un continuo gioco tra gli elementi e una sensazione di “palleggio” che possa rendere il groove più vivo. Non voglio però perdere la parte melodica ed emozionale che mi ha sempre rappresentato. Al contrario, voglio cercare di trovare un equilibrio sempre più personale tra groove, melodia ed emozione. Credo che il prossimo capitolo del mio percorso sarà proprio questo: continuare a evolvermi senza perdere quello che mi rende Ivan Masa, cercando ogni volta un modo nuovo per raccontarlo attraverso la musica. In fondo, è questo quello che voglio costruire: un sound riconoscibile, ma mai prevedibile.

Con Anyway & Peren, Ivan Masa non si limita a mettere in fila due tracce: disegna la mappa di un anno che si preannuncia ricco di svolte. L’EP è già fuori su Dear Deer, e se Peren ha conquistato il palco più grande del mondo, il vero punto è un altro: il viaggio, come ci ha raccontato, è appena cominciato. Tra groove che non vogliono fermarsi e melodie che ti fanno sorridere senza motivo, il 2026 di Ivan Masa si preannuncia come un equilibrio instabile e affascinante. E noi, intanto, teniamo le orecchie aperte. Perché un artista che non si sente mai arrivato è sempre la cosa più pericolosa e più bella che possa capitare a un dancefloor.

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