MD-7 rivoluzione tattile della sintesi
Mach Devices lancia un sintetizzatore tattile open source dal prezzo accessibile e con comandi motorizzati ad altissima precisione
La scena degli strumenti elettronici accoglie un nuovo protagonista capace di ribaltare il rapporto tra musicista e macchina: si chiama MD-7 ed è la creatura di Mach Devices, realtà emergente con sede a Hong Kong specializzata in dispositivi per la produzione sonora. Il dispositivo si presenta come un mini-strumento a controllo analogico dotato di due dischi motorizzati che, oltre a permettere la navigazione tra i menu, la regolazione dei parametri e lo scorrimento delle sequenze, restituiscono un riscontro fisico capace di far percepire letteralmente il suono sotto le dita, come promesso dallo stesso slogan dell'azienda, secondo cui basta smettere di fissare il display per iniziare a sentire la patch.
L'estetica ricorda inevitabilmente il field recorder TP-7 di Teenage Engineering, un accostamento che difficilmente sfuggirà agli appassionati di design sonoro. La vera innovazione risiede però nella tecnologia dei motori FOC che regolano la resistenza alla rotazione delle manopole a seconda del parametro selezionato, simulando scatti meccanici per i valori discreti o generando vere e proprie pareti virtuali quando si raggiunge il limite di un range. Lo strumento monta una tastiera retroilluminata composta da tredici tasti principali , tre pulsanti ausiliari e un display IPS da 1,65 pollici che, nelle immagini diffuse finora, mostra i controlli di oscillatore, filtro ed inviluppo pur apparendo piuttosto affollato: la stessa azienda ha precisato che l'interfaccia grafica è ancora in fase di sviluppo e potrà subire modifiche.
Sul fronte sonoro non sono stati rivelati dettagli tecnici approfonditi, ma dagli scatti si intuisce un'architettura sottrattiva con quattro forme d'onda per l'oscillatore, un filtro multimodale risonante e un classico inviluppo ADSR. Il video promozionale mostra inoltre un looper per percussioni e un sequencer a sedici passi, il cui playback viene gestito in stile deejay proprio tramite le manopole motorizzate, un dettaglio che strizza l'occhio alla cultura del clubbing e della performance live. L'aspetto probabilmente più rivoluzionario dell'intero progetto riguarda però la sua natura open source : il firmware completo, compreso il motore DSP, il sistema di modulazione e il sequencer, sarà reso pubblico su GitHub, permettendo ai possessori di personalizzare il funzionamento della macchina e persino costruire nuovi motori sonori o flussi di lavoro alternativi.
Quanto alla connettività, il dispositivo offre due porte USB-C, una dedicata all'alimentazione e l'altra a MIDI, uscita audio e ingresso microfonico da dispositivi USB compatibili, oltre a un'uscita cuffie da 3,5 millimetri e uno slot per schede microSD destinato allo storage. I confronti con le celebri creazioni del marchio svedese sono inevitabili, ma su un punto le due realtà si distanziano nettamente: il costo, fissato a 299 dollari, circa 260 euro , decisamente più abbordabile rispetto alle proposte concorrenti. Dopo essere diventato virale su Instagram, il sintetizzatore risulta già esaurito per i preordini, mentre la disponibilità effettiva è prevista per settembre 2026. Un debutto che promette di far discutere non solo gli appassionati di sound design ma anche chi guarda con interesse all'evoluzione tattile e fisica della strumentazione musicale del futuro.
