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Nichols+Roark debuttano su Renaissance con l'EP "Full circle"

Il duo inglese approda sulla storica etichetta con l'EP "Full Circle", un progetto che profuma di synth analogici, dancefloor anni '90 e futuro prossimo.

  • Alessandra Sola
  • 11 March 2026
Nichols+Roark debuttano su Renaissance con l'EP "Full circle"

C'è un momento, nella carriera di ogni artista, in cui il passato e il presente si incontrano e si fondono in un unico, potente istante. Per gli inglesi Nichols+Roark, questo momento si chiama Full Circle, il loro nuovo EP in uscita il 27 marzo su Renaissance, e il titolo non potrebbe essere più azzeccato.

e oggi li ritroviamo sulle frequenze di una delle label più leggendarie della scena progressive, più di vent'anni fa loro erano lì, dall'altra parte della consolle. A bordo pista, a respirare la polvere delle notti di Nottingham, Ibiza e Londra firmate Renaissance. Quella polvere, evidentemente, è rimasta attaccata alla pelle e alle casse.

Oggi, quel cerchio si chiude. Ma non con un punto, bensì con un nuovo inizio. Full Circle è un EP in quattro tracce: i Nichols+Roark di oggi sanno guardare avanti, ma con la saggezza di chi ha le spalle coperte da tre decenni di frequentazioni di club.

Le coordinate sono chiare: progressive house moderna intrisa di quell'indie dance che è un po' il loro marchio di fabbrica. Superfly e Rhythm State, i due brani d'apertura, sono un pugno diritto allo stomaco: basslines, arrangiamenti secchi e melodie che ti entrano in testa e non se ne vanno più. In Rhythm State, il loop vocale "listen to the rhythm" è quasi un manifesto, un invito a rallentare la fruizione musicale compulsiva e a perdersi nel groove. Superfly, invece, è pura libertà, di quelle che si trovano solo in pista alle 4 del mattino.

Poi il viaggio si fa più oscuro e cinematografico con Loyou, una collaborazione nata in modo quasi romantico con il tedesco Zoka. Il luogo del "fattaccio" è l'afterparty sunrise degli Innversions all'ADE, al mitico Loft di Amsterdam. Il risultato è un pezzo che sembra uscito dalla colonna sonora di Stranger Things: synth analogici, atmosfere anni '80 e un alone di mistero che avvolge l'ascoltatore.

A chiudere il cerchio (appunto) ci pensa Ron Flatter, che rimette le mani su Blue, brano originariamente pubblicato in versione synth-pop con la voce di Ro (Rory Hope). Il tedesco lo trasforma in un club tool potente e profondo, mantenendo intatta la vulnerabilità emotiva del testo ma regalandogli la schiena dritta per far tremare i woofer dei dancefloor globali.

Marcus James, Managing Director di Renaissance, li ha accolti a braccia aperte: "Sono felicissimo di dare il benvenuto a N+R in famiglia. Catturano perfettamente la linea contemporanea del movimento progressive, rappresentano tutto ciò in cui crediamo oggi: futurismo, creatività e innovazione".

Per festeggiare come si deve, il duo sarà in consolle il prossimo aprile a Nottingham per il Renaissance x Deep Underground Official Afterparty, in arte Rave In A Cave, al fianco di Anthony Pappa. Un altro cerchio che si chiude? Forse. O forse è solo l'inizio di un nuovo giro di giostra. Noi siamo pronti a salire.

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