Presagio Festival porta a Torino Vlada, e/tape e Legowelt
Il 6 giugno, al PAV, Legowelt, Vlada, e/tape e una selezione di talenti locali daranno vita a Presagio Festival: un organismo che unisce techno, arte contemporanea e sostenibilità.
L’idea è semplice ma ambiziosa: la musica elettronica non solo come sottofondo per ballare, ma come linguaggio artistico capace di anticipare il cambiamento. Nato dall’associazione Azada Torino APS, Presagio si presenta come un territorio di ascolto dove la direzione artista non sembra seguire stili, ma piuttosto affidarsi a un metodo: sperimentare, deviare, resistere alle forme imposte. Il tutto in un luogo mai vissuto prima per un festival di questo tipo, il PAV - Parco Arte Vivente di Torino, che non è stato scelto a caso.
Ecco le nostre premonizioni su Presagio Festival.
Partiamo, quindi, dalla location. Il PAV non è un semplice spazio industriale riconvertito: è un centro sperimentale d’arte contemporanea, un’area verde nata da un’idea dell’artista Piero Gilardi, un luogo dove natura, biotecnologie ed ecologia si incontrano. La cornice perfetta per due dancefloor immersi nel verde, installazioni artistiche che sorgono tra gli alberi e un’atmosfera che mescola la club culture più pura con la riflessione artistica.
Il festival si articolerà su due fronti musicali distinti ma complementari. Da un lato, il Main Stage accenderà il dancefloor sotto una tensostruttura professionale con un sistema audio L-ACOUSTICS, pensato per l’immersione totale. Dall’altro, il Listening Stage offrirà un’area più rilassata, dedicata all’ascolto consapevole e alla socialità, allestita in collaborazione con il collettivo torinese Men Ex Machina, specializzato in chill out zone.
Il vero piatto forte, però, è la line-up. Un roster eclettico che attraversa le declinazioni più varie, spaziando tra confini internazionali e glorie della scena torinese.
In testa al cartellone troviamo Legowelt, lo stregone olandese dell’elettronica più visionaria. Danny Wolfers, vero nome del producer, porterà al PAV un live set nutrito di synth vintage e atmosfere cosmiche, un viaggio nel suo universo fatto di slam jack electronix, deep chicago trax, technofunk romantico e colonne sonore horror europa.
Oltre Legowelt, Presagio ha selezionato artisti che rappresentano perfettamente il suo spirito duale: da una parte l'energia pulsante del dancefloor, dall'altra l'ascolto profondo e meditativo.
Vlada incarna la prima anima. Nata in Russia e ormai stabilmente integrata nella scena di Berlino, negli ultimi anni si è ritagliata un ruolo da protagonista nel panorama techno internazionale. I suoi DJ set, che spaziano con disinvoltura tra techno, house e trance, sono un marchio di fabbrica riconosciuto da club e festival cin tutto il mondo. La sua è una tecnica da manuale, capace di passare da groove ipnotici e oscuri a momenti di pura euforia, confermandola come una delle artiste più versatili del momento.
e/tape rappresenta la faccia più riflessiva e sperimentale del progetto. È un artista che avvolge la sua figura in un velo di mistero, tanto che di lui si sa pochissimo, quasi nulla. Di origine slovena, e/tape è conosciuto come un sound archeologist per la sua capacità di scavare tra memory card e vinili dimenticati capaci di ideare paesaggi sonori irreplicabili. I suoi set sono viaggi introspettivi tra ambient, downtempo e sperimentazione elettronica, perfettamente in linea con l'Experimental Stage del festival, dedicato all'ascolto consapevole.
Al loro fianco, una serie di nomi di rilievo internazionale e locale: Ace Vision, Andrea Murru, Andrea Vietti, Camillo, Dualismo Sound, Emanuele Montalto, Emiliano Comollo, Luce Clandestina, [ MONOTONOISE ] Live, Ruben Lombroso Live, Sick Seek, Simi e Voodoos And Taboos. Un perfetto equilibrio tra headliner internazionale e talenti locali, che promette di coprire un ampio spettro sonoro che si sbilancia tra electro, techno e pura e libera sperimentazione.
Ma Presagio non è solo musica. Fin dalla sua ideazione, il festival si pone come un organismo attento alle tematiche sociali e ambientali. L’associazione Azada Torino APS, che produce l’evento, ha stilato un manifesto chiaro: trasformare la sperimentazione sonora in un atto comunitario e responsabile.
Secondo gli ideatori l'idea era quella di esprimere al meglio il loro amore per l'organizzazione di eventi, ma in una forma diversa. Al centro del festival, infatti, ci sono multidisciplinarietà, sostenibilità e relazione tra individuo, comunità e ambiente. Presagio mette in dialogo musica elettronica, arte contemporanea e contenuti culturali, con un’attenzione particolare al riuso dei materiali, alla riduzione dell’impatto ambientale e alla valorizzazione di pratiche responsabili. È un festival che non ospita semplicemente musica, ma crea un ecosistema dove arte, natura e comunità coesistono consapevolmente.
E questo approccio si vedrà nei dettagli: installazioni artistiche realizzate con materiali di recupero, un’area food dedicata e la collaborazione con associazioni impegnate nel sociale, come stand di abbigliamento vintage e per il riuso di cancelleria.
Uno degli aspetti più interessanti di Presagio è la sua vocazione intergenerazionale. La giornata si aprirà alle 10:00 del mattino con laboratori creativi dedicati ai più piccoli. Fino alle 13:00, operatori con formazione conservatoriale guideranno i bambini all’esplorazione sonora, utilizzando oggetti e materiali in un’ottica di riuso. Un modo per avvicinare le nuove generazioni alla musica elettronica in modo giocoso e partecipativo.
Nel pomeriggio, invece, spazio alla cultura partendo dalle visite guidate alle opere. Tra le 17:00 e le 19:00, inoltre, il festival ospiterà un talk di approfondimento nella sala conferenze del PAV, realizzato in collaborazione con la realtà di riferimento per i synth a Torino Martin Pas e il negozio di dischi Colonna Sonora. Un’occasione unica per ascoltare proprio Legowelt e altri professionisti del settore discutere di musica, arte e cultura, trasformando il festival in un momento di vera condivisione intellettuale.
In un panorama spesso saturo di eventi uguali a sé stessi, Presagio sembra voler tracciare una nuova strada. Non è un raduno di massa, ma un’esperienza dal forte impatto comunitario, un luogo dove la club culture si fonde con l’arte contemporanea e l’impegno sociale. Il 6 giugno Torino potrebbe diventare l’epicentro di una nuova, affascinante, avventura sonora.
