Search Menu
Home Latest News Menu
NEWS

Soft-clubbing: la legge è uguale per tutti?

Una risposta al soft clubbing arriva dal sindaco di Torino, che ha deliberato l'orario di apertura per club e discoteche anche dalle 6 alle 15. Ma la legge è uguale per tutti?

  • Alessandra Sola
  • 16 April 2026
Soft-clubbing: la legge è uguale per tutti?

È ormai chiaro come il soft clubbing sia tra i trend più chiacchierati del momento: da Milano a Torino, passando per Genova e Treviso, il fenomeno che trasforma bar, pasticcerie, panetterie e locali commerciali in dancefloor improvvisati è diventato virale. Eppure, mentre la movida in versione diurna viene celebrata come una moda salutare e social, nel frattempo, dall'altra parte della barricata, i club veri e propri continuano a chiudere. È un paradosso che fa sempre più rumore (e stavolta non per la musica).

Il Comune di Torino, che di chiusure importanti ne è stato teatro negli ultimi mesi, ha tentato di accontentare un po' tutti, permettendo a club e discoteche di prolungare il loro orario di servizio, estendendo le aperture nelle ore diurne, dalle 6 di mattina alle 15. L'obiettivo dichiarato è quello di rispondere a un'offerta parallela e in forte crescita: quella delle feste di mattina in bar e negozi, che da mesi richiamano centinaia di persone con DJ set che iniziano alle 10 del mattino.

Cadere nel paradosso, però, è piuttosto semplice. Da un lato, abbiamo decine di locali (panetterie, caffè, concessionarie di auto) che per un weekend diventano club improvvisati, senza che nessuno controlli se hanno le uscite di emergenza a norma o una capienza certificata. Dall'altro, ci sono i club storici che rispettano scrupolosamente l'articolo 68 del TULPS, si sottopongono a verifiche tecniche periodiche e investono cifre importanti in insonorizzazioni e piani di sicurezza, ma che rischiano la chiusura per la lamentela di un condomino o vengono sanzionati per via di un alcol test non in regola.

Non a caso, Maurizio Pasca, presidente del SILB-FIPE (il sindacato che rappresenta i locali da ballo), ha più volte denunciato il rischio di una "pericolosa zona grigia normativa". La sua posizione è chiara e difficile da contestare: "Il punto non è l'orario, non è il fatto che si balli di mattina anziché di notte. Il punto è che il ballo è un'attività regolamentata".

Il soft clubbing piace perché è "leggero": si balla alla luce del sole, si torna a casa per pranzo, si posta la storia su Instagram senza il rischio di sembrare un reduce di guerra. Ma dietro l'hashtag e l'apericena in consolle, la sostanza non cambia. Come ha sottolineato Roberto Fantauzzi, CEO di Lux Entertainment, in una riflessione ripresa da RomaToday: "Se la legge non distingue tra alba e tramonto, non deve farlo il giornalismo". È esattamente questo il punto: la sicurezza non può essere una questione di hashtag.

Quando un bar a Enna ha organizzato un evento di soft clubbing, la Questura lo ha multato e chiuso immediatamente, perché l'attività era equiparabile a un pubblico spettacolo non autorizzato. Il principio è sacrosanto: se balli, servono le stesse autorizzazioni. Ma allora, perché la narrazione mediatica è così diversa?

Il problema non è il soft clubbing in sé. In molti casi, viene organizzato nel pieno rispetto delle regole. Il problema è che mentre si chiudono 9 locali solo a Roma per mancanza di requisiti, si permette a decine di altri di operare in un'area grigia, godendo di un passaggio mediatico ben più morbido.

Il rischio, come sottolinea giustamente il SILB, è quello di penalizzare chi ha investito soldi e fatica per mettersi in regola. Perché se domani una panetteria prende fuoco durante un morning club, la differenza tra "fatalità" e "mancata prevenzione" la faranno proprio quelle uscite di sicurezza e quei piani di emergenza che oggi sembrano un fastidio burocratico.

La movida non si combatte spostando le lancette dell'orologio, ma garantendo che il divertimento (di giorno o di notte) avvenga in luoghi sicuri e legali. Finché continueremo a guardare con sospetto i club autorizzati e con simpatia le feste improvvisate in panetteria, faremo un torto alla musica, agli imprenditori e, soprattutto, alla sicurezza delle persone che vogliono solo trascorrere momenti spensierati e sereni.

Load the next article
Loading...
Loading...