Spazio Cavea: resistenza culturale
Riparte la programmazione di Spazio Cavea a Roma, con ospiti come Theo Parrish e Stella Bossi.
Da gennaio la scena dei locali notturni italiani (e non solo) è sotto una pressione senza precedenti. La tragedia di Crans-Montana – 41 giovani morti in una discoteca in Svizzera, tra cui sei italiani – ha innescato una stretta che ha investito l’intero settore. Il Viminale ha chiesto verifiche più serrate sulla regolarità dei locali, le questure hanno risposto con un’ondata di controlli che a Roma, da sola (ma anche in moltissime altre città italiane), ha portato a 43 provvedimenti tra sequestri e chiusure temporanee dall’inizio dell’anno: 22 sequestri preventivi e 21 chiusure ai sensi dell’articolo 100 del Tulps. Per non parlare dei centri sociali smantellati, esempio calzante la notizia di ieri, domenica 28 giugno, della chiusura dello storico circolo ARCI Angelo Mai del Viale delle Terme di Caracalla.
Dovrebbe ormai essere superfluo dire che non si tratta solo di locali, ma di veri e propri ecosistemi culturali che vengono distrutti e repressi, spesso per ragioni discutibili. La ricerca di soluzioni possibili per incentivare il lavoro di tutte le realtà che orbitano intorno a un locale, vengono sostituite con chiusure forzate e sanzioni che non fanno altre che aumentare le difficoltà di un settore già in lento declino. Il sindacato di categoria, il Silb-Fipe, ha registrato la chiusura di almeno 1.000 locali tra il 2020 e il 2024 e, su questa scia, il 2026 sta aggiungendo un capitolo doloroso a questa crisi.
In molte città le programmazioni notturne sono state ridotte, rimandate o cancellate. Eventi annunciati e poi sospesi, comunicazioni prudenti, calendari improvvisamente vuoti e, va da sé, giovani e nuove generazioni che faticano sempre di più a ritrovarsi in realtà che possano educarli alla condivisione sociale e comunitaria, ben lontana da quella online in cui trovano un rifugio utopico.
A conferma di questa situazione c'è anche il fattore culturale, che non fa altro che annichilirsi e orientarsi verso noiosissimi eventi promossi da noioisissimi enti (quasi sempre di stampo istituzionale), che accentuano la visione di un paese obsoleto e vecchio.
Eppure, in questo deserto di sigilli e calendari svuotati, c'è un'aurea di resistenza che rende la situazione un po' meno tragica. Portavoce di questo spirito sembra essere Spazio Cavea a Roma che, fin dal giorno 0 della sua apertura, si è distinta per una programmazione che andasse oltre i parametri del club, della musica dance e del mero "ballare" fine a se stesso.
Il 25 e 30 aprile, Spazio Cavea ha aperto le sue porte per la prima stagione. Il risultato? Sold out da record. Una risposta del pubblico che ha superato ogni aspettativa. I presupposti di creare un luogo unico per la Capitale ci sono stati fin dal primo giorno, proponendo una programmazione dedita alla scena elettronica nelle sue sembianze più radicali e sperimentali, oltre che un'attenzione particolare alla musica live d'ascolto di alta qualità e un format dedicato alla drammaturgia contemporanea e al teatro di ricerca. Sembra la ricetta per il luogo perfetto che vuole fare cultura fuori dagli schemi in Italia, aspetto direttamente proporzionale all'attirare l'attenzione di autorità e forze dell'ordine che ne hanno predisposto la chiusura a fine maggio per un paio di documentazioni non depositate in tempo.
L'estate, però, ha portato con sé un po' di clemenza e così Spazio Cavea è finalmente pronta a ripartire alla grande, con l'orgoglio e la consapevolezza di essere un luogo sicuro dove le persone possono non solo divertirsi, ma anche rendersi parte di un progetto più grande.
Si ricomincia martedì 30 giugno con il format dedicato alla musica elettronica più cruda, Monolith, con Stella Bossi, Carlo Ciferni, Max Beat e Yhuman.
Il 3 luglio ci sarà il concerto di Francesco Albanese, mentre il 5 luglio l'attesissima collaborazione con Invincible e Mixmag Italia, per una maratona di 12 ore di musica elettronica tenuta da Giorgio Gigli e l'inimitabile Theo Parris, che farà un extended set di 8 ore.
La programmazione di luglio sta ancora prendendo forma, ma spicca l'evento del 18 luglio, intitolato Cratere Fest, che sembra essere una vera e propria manifestazione di resilienza e risposta politica a ciò che Spazio Cavea ha vissuto negli ultimi due mesi. Presto online la programmazione completa.
In un momento storico così vacuo per la cultura italiana - in ogni sua forma, sia chiaro, qui su Mixmag Italia parliamo di musica elettronica, ma possiamo estendere il discorso a qualsiasi altro campo - la ripartenza di Spazio Cavea si preannuncia come un baluardo di speranza e tenacia. Ed è importante per ognuno di noi supportare e credere in realtà come questa, che ci danno ancora oggi la possibilità di libertà di espressione (che, non dimentichiamocene, dovrebbe essere nostro diritto) e di farci provare emozioni.
