I TINLICKER PUBBLICANO IL LORO QUARTO ALBUM: "DREAMS OF THE MACHINE"
Il 27 febbraio esce l'album che annuncia il tour in partenza dal 3 marzo in Europa e UK.
Una macchina può simulare un’emozione. Può generare una melodia, imitare una voce, prevedere l’accordo che “funziona”. Quello che non può fare, almeno per ora, è esitare. È in quella frazione di secondo, in quel momento umano tra dubbio e decisione, che i Tinlicker hanno costruito il loro quarto album.
Dreams Of The Machine arriva in un’epoca ossessionata dalla velocità e dall’automazione, ma il disco si muove con un’altra intenzione. Si prende il tempo di far respirare le melodie. Lascia spazio alla voce. Costruisce tensione non solo per esplodere in pista, ma per invitare a riflettere. Se i lavori precedenti avevano consolidato la loro identità tra club e grandi festival, questo capitolo sembra interrogarsi su qualcosa di più sottile: come preservare la profondità emotiva in un mondo che tende a semplificare tutto.
In uscita il 27 febbraio su Remember The Future / [PIAS], il disco è il primo pubblicato ufficialmente come trio live NL/UK, con Hero Baldwin entrata stabilmente nel progetto. Non si tratta solo di un’aggiunta vocale. È un cambiamento strutturale. Non più un duo che collabora con artisti esterni, ma una band che scrive insieme, nello stesso spazio, dall’inizio alla fine.
“Questo nuovo capitolo guarda alla tecnologia e a dove sta portando gli esseri umani. È una metafora: computer o intelligenze artificiali che sognano ed emozionano come persone, mentre le persone iniziano a comportarsi come robot. Sta avvenendo un cambiamento. Spero che la musica aiuti a risvegliarci alla nostra umanità, perché i computer non possono fare ciò che facciamo noi.”
Da sempre i Tinlicker riescono a bilanciare energia da peak time e introspezione, ma qui la tavolozza emotiva si amplia ulteriormente. Alcuni brani sono pensati per la pista, altri si avvicinano alla forma canzone, dove testo e interpretazione hanno lo stesso peso del groove. L’unità del disco non nasce dall’uniformità di genere o BPM, ma dalla coerenza emotiva.
“Alla base siamo sempre noi. Il nostro suono è difficile da descrivere, ma questo album ha una palette emotiva diversa. Alcuni pezzi sono ballabili, altri sono più simili a canzoni. Un album è come un essere umano: nessuno è sempre felice o sempre arrabbiato. Ogni traccia ha la sua vibrazione, e la coerenza nasce proprio da questa varietà.”
Lavorare come trio ha trasformato anche il processo creativo. Nei dischi precedenti Micha e Jordi costruivano spesso le tracce e poi le inviavano ai collaboratori, aspettando che le parti vocali tornassero indietro. Questa volta Hero era in studio, fisicamente presente. Le canzoni sono nate in tempo reale, attraverso dialogo e revisione immediata.
“Di solito creiamo diverse tracce e poi coinvolgiamo le persone con cui vogliamo lavorare, scambiandoci file avanti e indietro. Questa volta Hero è stata con noi in studio per giorni interi. Potevamo costruire una canzone dall’inizio alla fine, invece di creare un’idea e aspettare settimane per il testo.”
Questo ha significato anche rimettere tutto in discussione. Nulla era intoccabile solo perché già finito.
“La maggior parte delle canzoni è cambiata, soprattutto a livello sonoro. Quando hai tempo, puoi davvero modellarle. ‘Choosing Life’ era finita, poi l’abbiamo tolta dalla tracklist e abbiamo cambiato melodie, struttura e arrangiamento. Ora è una canzone completamente diversa, che ci piace davvero.”
Il focus track, “Choosing Life”, incarna perfettamente la tensione dell’album. La voce di Hero rifiuta l’idea di “vivere nella paura” e invita a una presa di posizione personale dentro un ecosistema digitale sempre più artificiale. Un basso profondo e inquieto vibra sotto una ritmica breakbeat energica, mentre synth taglienti dialogano con la linea vocale. Il risultato è urgente ma lucido, emotivo ma controllato.
Il resto del disco attraversa territori differenti senza perdere identità. I singoli già pubblicati delineano le coordinate dell’era: “Release” come energia pura da dancefloor, “Reborn” con richiami alla eurodance di fine anni Novanta e inizio Duemila, “I Want My Freedom” come dichiarazione di indipendenza, “God In You” immersa in atmosfere dub techno e synth novantiani. Le nuove tracce ampliano ulteriormente lo spettro, tra chitarre indie, pianoforti sospesi e momenti in cui la forma canzone prende il sopravvento sul ritmo.
Alla base di tutto rimane una scelta precisa: non scrivere ciò che il pubblico si aspetta.
“Non mi piace essere troppo comodo. Quando mi sento troppo a mio agio, inizio a farmi domande. Non posso fare sempre le stesse cose. Mi piace mettermi alla prova. Non devo dimostrare nulla a nessuno, ma dobbiamo amare la musica che facciamo. Devo trovare gioia in quello che creo. Se la trovo io, spero che la trovino anche gli altri, ma è sempre una sorpresa.”
Questa sorpresa è ciò che tiene vivo il rapporto con il pubblico. I Tinlicker parlano di un legame basato sulla condivisione emotiva, più che sulla semplice performance. Le persone riconoscono nelle tracce qualcosa che hanno sentito anche loro. E in quel riconoscimento nasce una connessione che va oltre il club.
Con l’uscita del 27 febbraio, il trio si prepara a un anno intenso. Il tour UK ed Europa parte il 3 marzo, con nuove date in arrivo anche in Nord America. Dopo aver già testato dal vivo diversi brani del nuovo album, l’energia di questa fase appare diversa: più fisica, più compatta, più “band” nel senso pieno del termine.
Se Dreams Of The Machine si chiede se la tecnologia possa imitare le emozioni, la risposta dei Tinlicker non è teorica. È concreta. Sta nella melodia che respira. Nella voce scritta insieme. Nella scelta consapevole di restare umani.
TRACKLIST
1. Awake Consciousness
2. I Want My Freedom
3. Melancholia
4. Dancing in the Dark
5. Release
6. God In You
7. Choosing Life focus track
8. Mothership
9. Surrender
10. 4AM
11. Spirit of Time
12. Glow
13. Calling
14. Reborn
