Transumare Fest III: la costa Adriatica cambia pelle
Tre edizioni, una metamorfosi costante. Transumare Fest 2026 porta sull'Adriatico artisti da tre continenti, un progetto sull'accessibilità che è già un modello e un'idea di comunità che si costruisce giorno dopo giorno. Benvenuti a Roseto.
La terza edizione di Transumare Fest si annuncia come qualcosa di più di un semplice evento musicale. È un esperimento socioculturale, un modo di ripensare come le persone condividono lo spazio attraverso la musica. Dal 19 al 22 agosto un parcheggio sul lungomare di Roseto degli Abruzzi si trasformerà in una comunità temporanea sotto le stelle, accogliendo una line-up che attraversa tre continenti e mescola elettronica, indie,rap, jazz, funk e drum and bass.
C'è un parcheggio a Roseto degli Abruzzi che per 360 giorni l'anno è esattamente quello: grigiume, e automobili parcheggiate con la beata indifferenza delle cose scontate. Poi arriva agosto e quel rettangolo di bitume adriatico si trasfigura in qualcos'altro, qualcosa che il filosofo Antonio Magariello chiamerebbe, con espressione folgorante, «zona erotica delle fonti umane». Vale a dire: uno spazio in cui il tempo inverte la sua direzione.
La parola "festa", e il festival ne è filiazione diretta, non significa semplicemente divertirsi, ma piuttosto interrompere e sospendere, per un lasso di tempo determinato e determinante, il normale andamento della vita. E Transumare Fest, giunto alla sua terza edizione con il titolo La Metamorfosi, incarna perfettamente questa sospensione: persone di 20 e 70 anni che condividono lo stesso momento, la stessa musica, la stessa riva del mare.
La line-up di quest'anno si conferma essere una combinazione che va oltre le strutture comuni a cui siamo abituati in Italia, per esplorare confini musicali insoliti da trovare nello stesso cartellone. Si parte Mercoledì 19 agosto con Dutch Nazari, cantautorapper ironico, poetico e politico tra le penne più apprezzate del panorama italiano. Con lui svegliaginevra, voce emergente dell'indie, seguita da gli Atabasca con il loro funk cinematografico insieme all'elettronica raffinata di Kyoto, al collettivo techno Thanks Mate e al debutto dei Laca Collective, sette menti che spaziano tra prog, funk, hip-hop e jazz.
Giovedì 20 agosto porta sul palco Tutti Fenomeni con il nuovo album Lunedì, il supergruppo Si! Boom! Voilà! che riunisce Roberta Sammarelli (ex Verdena), N.A.I.P. e Giulio Ragno Favero (ex Teatro degli Orrori) e Sano. Dall'Inghilterra arrivano i Paranoid London, tra i nomi più radicali dell'elettronica europea, mentre dal Giappone arriva Soichi Terada, noto per la colonna sonora di Ape Escape, che abbina hip-hop e musica house.
Venerdì 21 agosto è la serata di MACE, tra i producer più influenti della scena italiana contemporanea, che vanta collaborazioni con Fabri Fibra, Coez e Salmo. Il lungomare di Roseto accoglierà poi The Egyptian Lover, pioniere dell'electro hip-hop che ha acceso Los Angeles negli anni '80, i brasiliani Selton, il songwriter Giovanni Ti Amo, la neo-soul di Arya e il duo spagnolo Spammerheads.
Sabato 22 agosto, gran finale con Giorgio Poi in uno speciale live con archi al tramonto, faccianuvola, il duo svedese Deki Alem, e il back2back tra il co-fondatore del festival Nicky Macha e l'amico di sempre nonché compaesano e DJ internazionale Gabbs. Spazio anche al bedroom pop di Marcello Newman e alla cantautrice Zoe.
Ad anticipare il tutto, l'1 agosto allo Stadio Fonte dell'Olmo, I Cani saranno protagonisti di Transumare nello Spazio, il format che estende il festival oltre i suoi giorni centrali. Un ritorno atteso: l'ultima esibizione del progetto di Niccolò Contessa in Abruzzo risale al 2016.
«La line-up di quest'anno ha una geografia musicale ampia, con artisti internazionali provenienti da quasi tutti i continenti, e abbraccia linguaggi diversi, dall'elettronica al rap, al pop, fino al jazz», commenta Flavia Trifiletti, co-founder del festival. «È un modo per mettere insieme mondi diversi e farli entrare in relazione».
«La Metamorfosi non è solo un titolo, ma il modo più autentico per raccontare il momento che stiamo vivendo», spiega Nicola Di Sante [nome all'anagrafe di Nicky Macha], direttore artistico. «Transumare è una creatura viva: cresce, cambia forma, si trasforma attraverso le persone che lo attraversano, gli artisti che lo abitano e la comunità che lo rende possibile».
Dopo le oltre 9.000 presenze della prima edizione e le 12.000 della seconda, il festival è ormai consolidato come uno degli appuntamenti culturali emergenti dell'estate italiana. E lo fa senza dimenticare le proprie radici: la spiaggia, il legame profondo con il territorio e i valori che hanno dato vita a questo progetto.
Accanto al festival, Transumare sviluppa un progetto sociale che rappresenta, a tutti gli effetti, la sua estensione naturale. Sintonie, il progetto sull'accessibilità ideato dagli organizzatori e vincitore del bando regionale ADP 2022-2024, ha chiuso il suo primo anno con 77 incontri di laboratorio e 197 questionari sull'accessibilità nei festival.
Quattro cicli di laboratori di musica aperti a persone con e senza disabilità, 8 interviste a esperti, una checklist operativa per organizzatori. I laboratori di DJing condotti da Nicky Macha hanno lavorato su ascolto, beat-matching e creazione di tracce originali: 33 incontri, 69 ore, 28 partecipanti.
«Volevamo un progetto che restasse anche fuori dai giorni di festival», spiegano gli organizzatori.
La musica diventa così esperienza collettiva e atto di cura quotidiano. I giradischi, il mixer, le casse diventano oggetti da esplorare con curiosità, non strumenti da dominare. Non ci sono regole rigide, né un'idea prestabilita di “giusto” o “sbagliato”. Proprio come accade sul dancefloor, la diversità non è qualcosa da compensare, ma una forza che arricchisce il suono collettivo.
Il nome del festival richiama la transumanza, la migrazione stagionale di pastori e greggi che dall'Appennino abruzzese scendevano alle pianure. «La tradizione non si eredita, va ricreata ogni volta daccapo», recita il manifesto. E quest'anno il festival lo fa con scelte nette: certificazione Plastic Free con eliminazione totale della plastica e collaborazione con Wegoo per un sistema di navette dedicate e personalizzate per migliorare la mobilità e ridurre l'impatto sul territorio.
Inoltre, il day 0 sarà a offerta libera, per avvicinare le persone e renderlo accessibile anche dal punto di vista economico, destinando parte del ricavato a un'associazione benefica. Ci saranno percorsi e aree prive di barriere architettoniche in tutta l'area festival, volontari formati per il supporto a persone con disabilità e biglietto gratuito per l'accompagnatore, oltre che un particolare attenzione alla comunicazione inclusiva.
«Per noi lavorare sul territorio significa costruire qualcosa che resti, nelle persone e nei luoghi», conclude Trifiletti.
Transumare non è mai stato solo un festival. Fin dalla sua nascita, più che un evento è apparso come un gesto, un attraversamento, un modo di abitare i territori, fisici e umani, senza consumarli. Il nome stesso lo suggerisce: transumare significa muoversi insieme, seguendo un flusso antico e collettivo, che non forza il paesaggio, ma lo ascolta.
È un festival dove i generi, così come i confini, non hanno limiti. Dove la musica diventa strumento per connettere persone, luoghi e sensibilità diverse. Dove si può fare trekking a Rocca Calascio, yoga sul mare, degustazioni, workshop artistici. Dove il pubblico è invitato a scoprire le bellezze e le eccellenze d'Abruzzo con un'attenzione particolare ai temi dell'inclusività e della sostenibilità. E dove si può anche semplicemente ballare.
Transumare è una creatura viva, che cresce e si trasforma. E quest'anno, con La Metamorfosi, raggiunge una maturità che pochi festival al terzo anno possono vantare. La line-up è internazionale, la visione è chiara, l'impegno sociale è concreto. È uno di quei boutique festival che in Italia stanno fiorendo, ma che raramente riescono a combinare con tanta coerenza qualità musicale, attenzione al territorio e innovazione sociale.
Dal 19 al 22 agosto, Roseto degli Abruzzi diventa il luogo dove la musica si abita.
