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UNUM Festival 2026: Cinque Giorni di Pura Maestria Musicale sulle Coste Albanesi

Anche per questa edizione, UNUM Festival ha confermato il suo status di esperienza unica, dove la programmazione, l'atmosfera e il pubblico creano un connubio difficilmente eguagliabile.

  • Alessandra Sola
  • 24 June 2026
UNUM Festival 2026: Cinque Giorni di Pura Maestria Musicale sulle Coste Albanesi

Per coloro che ogni giugno intraprendono l'ormai sacro viaggio verso la costa adriatica dell'Albania, UNUM rappresenta qualcosa di sempre più raro nel panorama dei festival: un luogo dove la musica viene davvero prima di tutto. Certo, anche lo scenario incantevole fa la sua parte, così come il pubblico sempre estremamente amichevole. L'edizione 2026 si è svolta ancora una volta nell'arco di cinque giorni e cinque notti consecutive sulle rive di Shëngjin, costellate di pini, regalando un altro capitolo difficile da superare.

Il giovedì ha dato subito il tono. Il Pine Stage, che è il cuore pulsante del festival, è stato affidato a un takeover di VBX ricco di eleganti groove minimal house. Alexia Glensy ha offerto uno dei set più impressionanti della serata, mentre Voightmann b2b Alci hanno regalato esattamente quel tipo di chimica che rende UNUM così magico, così come il set all'alba di Dyed Soundorom, una masterclass nel leggere la sala – o meglio, la foresta.

Il venerdì ci ha visto spostarci per il sito e dirigerci al The Beach Stage, che ha preso vita nel primo pomeriggio, con Gerd Janson b2b Krystal Klear dalle sei alle otto, abbinando il sole dell'ora d'oro a selezioni melodiche incalzanti con il mare come sfondo, per regalare quel tipo di vibe senza sforzo che si verifica solo quando due selezionatori di tale calibro sono perfettamente in sintonia in un luogo speciale.

Più tardi, di nuovo tra gli alberi dal profumo così dolce, il Pine Stage ha prodotto un'altra sequenza di tutto rispetto: Franco Cinelli ha aperto con calore tech, Mar T b2b Marlie hanno alzato il ritmo, Dan Ghenacia ha portato le cose in territori più oscuri e ipnotici, e Ricardo Villalobos b2b Maher Daniel hanno chiuso la serata in un tripudio di menti fuse.

Sabato e domenica sono andati e venuti in un offuscamento di beat brillanti, con il main stage che ha ospitato Richy Ahmed, seguito da East End Dubs e chiuso da Ben Klock come momento clou del weekend, con suoni costruiti lentamente ma inesorabilmente verso qualcosa di magnifico. L'atto finale è stato un takeover del Fabric tra i pini, con uno dei migliori set che chiunque, inclusa la mitica booker di Fabric Judy, avesse mai visto da Craig Richards, che si è snodato tra industrial tech, minimal leftfield e house psichedelica con il controllo narrativo di un maestro narratore.

Il meteo è stato implacabile nel modo migliore possibile e il pubblico, come sempre, completamente dedito. Il sound, su tutti e tre i palchi, di livello superiore, perché UNUM ha una qualità di attenzione nella programmazione, nella produzione, nell'atmosfera che lo distingue da quasi tutto il resto nel circuito europeo. Non cerca di essere il festival più grande, ma cerca di essere la migliore esperienza, e nel 2026 ci è andato più vicino che mai.

Pronti per l'edizione 2027? Rimanete aggiornati sul loro sito https://unumfestival.com/

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