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WhoMadeWho: l'evoluzione sotto il cielo di Ibiza

  • Alessandra Sola
  • 8 September 2026
WhoMadeWho: l'evoluzione sotto il cielo di Ibiza

A pochi giorni dal loro attesissimo ritorno sul palco per una delle cerimonie di chiusura più imperdibili dell'estate, incontriamo il trio danese WhoMadeWho. L'occasione è Between Worlds, la residency in quattro date ideata da Brunch Electronik in collaborazione con The Gardens of Babylon, il celebre collettivo nato ad Amsterdam, noto per creare esperienze immersive dove musica, spiritualità e comunità si fondono in un abbraccio unico.

Domenica 30 agosto, i WhoMadeWho sono approdati a Ibiza per il gran finale di questo viaggio estivo, una celebrazione che dal giorno alla notte è pensata per onorare le connessioni e i momenti di trasformazione vissuti durante la stagione. Il loro Hybrid Set, una firma inconfondibile che fonde strumentazione live e atmosfere da club, è stato il cuore pulsante di una serata che fin dall'inizio ha promesso molto più della sola musica: cerimonie di apertura, sessioni di sound healing, laboratori creativi e il suggestivo Market of Curiosities hanno trasformato lo spazio all'aperto in un arazzo vivente di arte e natura.

Abbiamo chiacchierato con Tomas, Jeppe e Tomas prima di quella performance, prima che il tramonto tingesse d'oro le colline di Benimussa, per esplorare lo spirito creativo e irrequieto che continua a definire la loro straordinaria carriera.

In questa conversazione esclusiva per Mixmag AE Group, il trio svela la filosofia intricata del loro Hybrid Set, spiegando perché scelgono deliberatamente di mantenere "minimali" gli elementi live per preservare l'istinto reattivo e pulsante della vera cultura del DJ. Raccontano la magia di suonare all'aperto a Ibiza e come l'ambiente naturale diventi parte essenziale del loro percorso sonoro. Oltre alla performance, i tre aprono il sipario sul loro ambizioso progetto, The Moment, la label e concept festival nato dal loro desiderio di connessione intima, cene conviviali e comunità, ben lontano dal mero spettacolo di massa.

Mentre si preparano a sfumare i confini tra precisione elettronica e le bellissime imperfezioni "imprevedibili" della musica dal vivo, una cosa appare chiara: dopo oltre 20 anni di carriera, i WhoMadeWho continuano a nutrirsi di attrito creativo e dell'emozione pura di non sapere esattamente cosa accadrà dopo. Ecco cosa ci hanno raccontato prima di trasformare la notte di Ibiza in qualcosa di assolutamente indimenticabile.

1. Partiamo dal vostro ultimo show al Brunch Electronik Ibiza X The Gardens of Babylon del 30 agosto al 528 Ibiza, presentato da Between Worlds. Non è la prima volta che vi esibite con il vostro Hybrid Set a Ibiza – cosa vi aspettate da questa volta?

Siamo davvero ansiosi di tornare al 528. È un luogo che ci si addice molto bene, specialmente per l'Hybrid Set. C'è qualcosa a Ibiza, l'essere all'aperto, il paesaggio, il tramonto e poi il lento passaggio alla notte che si adatta naturalmente alla nostra musica. Conosciamo già lo spazio, quindi questa volta speriamo di poterlo spingere un po' più in là.

2. Il vostro "Hybrid Set" sembra sfumare i confini tra performance live e club. Con le vostre parole, qual è la filosofia centrale dietro questo formato, e come fate a evitare che "ricada" in una logica da concerto tradizionale?

L'idea principale è in realtà quella di mantenere gli elementi live piuttosto minimali. Non vogliamo che si trasformi in una versione ridotta del nostro show live. La base rimane la cultura del DJing: mix, effetti, transizioni lunghe e lettura della sala. Poi inseriamo alcuni brani selezionati dei WhoMadeWho, voci e strumenti, e lasciamo spazio a momenti sperimentali in cui non sappiamo completamente cosa accadrà. Quell'equilibrio è importante. Dovrebbe sembrare un DJ set che può improvvisamente diventare qualcos'altro, piuttosto che un concerto con un po' di musica elettronica intorno.

3. Ibiza è tradizionalmente il regno del DJ, ma c'è una chiara domanda di performance elettroniche dal vivo. Come pensate che il vostro Hybrid Set sfidi o ridefinisca l'esperienza del dancefloor in un contesto come i giardini all'aperto del 528 Ibiza?

Abbiamo sempre amato suonare all'aperto. In qualche modo si adatta molto bene al lato emotivo e organico dei WhoMadeWho. Puoi creare un viaggio diverso quando hai il cielo, il tramonto e l'ambiente circostante come parte dell'esperienza. L'Hybrid Set ci dà la libertà di un DJ set, quindi possiamo reagire al dancefloor, ma improvvisamente può esserci una voce, uno strumento live o un brano dei WhoMadeWho che crea un momento molto umano. Ci piace quel contrasto tra qualcosa di abbastanza elettronico e qualcosa di vulnerabile e imperfetto che accade dal vivo.

4. Con The Moment, il vostro nuovo progetto che include etichetta e concept festival globale, state creando un parco giochi per musica, arte e connessione. Potete guidarci attraverso la visione dietro questa piattaforma e come riflette la vostra evoluzione come artisti oltre la semplice pubblicazione di musica?

The Moment è nato dal desiderio di creare gli ambienti in cui personalmente vogliamo essere – non solo un palco, un lineup e migliaia di persone, ma qualcosa di più intimo e connesso. Abbiamo appena avuto uno dei nostri raduni più speciali finora, The Moment Puglia, a luglio: tre giorni con amici stretti e familiari, cene a lunga tavolata, set acustici e feste in piscina. È stata un'esperienza davvero speciale, e stiamo già pianificando il prossimo anno.

La musica è al centro, ma siamo ugualmente interessati a tutto ciò che la circonda: location, cibo, arte, architettura, natura e, soprattutto, le persone. Dopo anni di tour e incontri con artisti e persone incredibili in tutto il mondo, The Moment ci dà un modo per riunire quella comunità. Sembra un'evoluzione naturale per i WhoMadeWho – andare oltre la semplice pubblicazione di dischi e l'esibizione in concerti, per creare un universo in cui le persone possano entrare.

5. E, parlando di collaborazioni ed ecosistemi, il vostro singolo "Energy", con Gordo, pubblicato a luglio, segna una collaborazione maturata in un decennio. Come avete fatto a collegare i vostri mondi musicali distinti per creare un brano che suona autentico per entrambi e genuinamente collaborativo?

Conosciamo Gordo da moltissimo tempo, quindi c'era già un'amicizia e una comprensione reciproca prima ancora di realizzare il disco. Musicalmente veniamo da mondi piuttosto diversi, ed è proprio questo che lo rendeva interessante. Lui porta una comprensione molto diretta dell'energia del club e di cosa funziona su un grande dancefloor. Noi tendiamo a venire dalla direzione opposta: melodia, emozione, songwriting e talvolta idee leggermente strane. Con "Energy" abbiamo cercato di non compromettere troppo queste differenze. La parte interessante è stata trovare il punto in cui entrambi i mondi potessero coesistere nella stessa traccia.

6.⁠ ⁠Con il vostro background nel rock, nel jazz e nella musica sperimentale, come integrate gli strumenti dal vivo in un genere sempre più basato sul software, e cosa offre questo al pubblico che, secondo voi, un DJ set non può offrire?

Adoriamo la tecnologia e il software, quindi per noi non si tratta tanto di analogico contro digitale: si tratta, piuttosto, di imprevedibilità.

Quando qualcuno canta, suona la batteria, il basso o un altro strumento dal vivo, ci sono piccole imperfezioni e decisioni che avvengono continuamente. e che vengono percepite dal pubblico. Qualcosa può andare leggermente storto, qualcuno può improvvisamente suonare in modo diverso, e tutti sul palco devono reagire, mentre la musica elettronica a volte può diventare estremamente controllata. Ecco perché ci piace avere alcuni elementi che non possiamo controllare completamente, per avere con noi quel pizzico di pericolo che dà vita alla musica.

7.⁠ ⁠Siete attivi dal 2003, in continua evoluzione dal punk-funk all’indie-elettronica fino al pop d’avanguardia. Come riuscite a mantenere viva quella irrequietezza creativa e cosa vi spinge ancora a fare musica dopo tutti questi anni?

Forse il motivo per cui siamo ancora insieme è che ci annoiamo piuttosto facilmente. Non ci ha mai interessato molto ripetere la versione dei WhoMadeWho che funzionava ieri.

Inoltre abbiamo tre personalità e background musicali piuttosto diversi, quindi c’è sempre un po’ di attrito tra di noi. Succede spesso che uno di noi si entusiasmi per qualcosa che gli altri non capiscono ancora del tutto, e spesso quella tensione diventa l’inizio di qualcosa di nuovo.

Dopo più di 20 anni, la cosa che ci tiene vivi non è dimostrare che sappiamo cosa stiamo facendo, ma ritrovare situazioni in cui non sappiamo esattamente cosa stiamo facendo. Di solito è lì che nascono le cose migliori.

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