Donato Basile esce su Mistress Recordings di DVS1 con due EP gemelli
Il producer pugliese dà vita a un duello artistico tra i suoi due alter ego, Dona e DJ Plant Texture, pubblicando due 12 pollici simultanei per l'etichetta di DVS1 in uscita il 17 aprile.
C’è chi sceglie una via, e chi invece costruisce un intero universo di possibilità. Donato Basile, da Bari con oltre vent’anni di carriera alle spalle, una vita tra dischi (ExP Records) e produzioni che hanno trovato casa su L.I.E.S., Ilian Tape, KAOS e Tresor, appartiene decisamente alla seconda categoria. Il suo prossimo colpo da maestro? Un doppio episodio su Mistress Recordings, l’etichetta di DVS1, intitolato Mistress 18 e Mistress 18.5.
Da una parte Dona, “dedicato ai suoni della macchina”, dall’altra DJ Plant Texture, “dedicato all’uso dei campioni”. Un confronto che non è solo concettuale, ma si traduce in groove di pura sostanza, cesellati con MPC, hardware e quell’1% di “umanizzazione” che Basile applica alle sue tracce per sfuggire alla gabbia della griglia perfetta.
“Non sono un grande fan delle griglie. Applico circa l’1% di umanizzazione al MIDI nelle mie produzioni, perché cambia lo swing di tutto e rende l’ascolto più interessante per il cervello della gente”, racconta l’artista.
Mistress 18: l’anima di Detroit e il lato soul della house
Il primo EP si apre con Please, un “affumicato omaggio” a J Dilla che profuma di Motown. Subito dopo, The Beat e Maladcà (dialetto pugliese per “pazzamente cool”) esplorano il lato più profondo e soulful della house. Dopamine Way è un interludio hip-hop anni ’90 che grida “scratch battle”. E quando Emotions accende la pista con il suo glitter disco, arriva il lato B a cambiare le carte in tavola: Avoiding The Bro Game e Shadows (Meditation Mix) pestano duro con techno funk, prima di perdersi in atmosfere sintetiche alla Vangelis.
Mistress 18.5: futurismo industriale e omaggio ad Armando
Il secondo 12 pollici è un’altra storia. Si parte con City With No Fear (DJ Plant Texture OutroWorld Mix), un techno futuristico dalla consistenza terrosa, e I Can See That Yellow Sky, raw e volutamente grezzo. Poi, il clou: Tribute To A.G., dedicato ad Armando e al suo classico *151*. Un acid belter potentissimo, filtrato da un 303 che respira a fondo. Audio One riduce tutto all’essenziale, un jam seducente tra 808 e 303. E in chiusura, la digital bonus Slow Down MF regala quella luminosità onirica post-dancefloor che ricorda i primi Theo Parrish.
“Tutti i ragazzi di Detroit hanno avuto un’influenza enorme su di me, Mike Huckaby in cima a tutti. Un vero maestro dell’estetica musicale. Anche Chicago mi ha influenzato: ‘A Tribute to A.G.’ è dedicato a ‘151’ di Armando, uno dei miei brani preferiti di sempre. Dovevo rendere omaggio a quell’artista.”
Un amore per il groove che guarda avanti
Mistress 18 & 18.5 non sono semplici EP. Sono lettere d’amore all’arte del groove, dove la nostalgia si fonde con il futurismo in un crossover di generi che ci ricorda una verità essenziale: per far evolvere la dance music, a volte bisogna tornare a scavare nei dischi dei genitori, tra soul, disco e jazz. Donato Basile lo fa a modo suo, con la macchina e il campione, con il cuore e la testa. E il risultato è una chiamata alle armi (da ballo) per uscire dalla propria testa e tornare nel ritmo.
