Dove Gira: Groove Lab
GrooveLab Records nasce online e cresce a Testaccio (Roma), diventando in pochi anni un punto d’incontro per DJ, collezionisti e appassionati di musica elettronica, tra ricerca quotidiana, produzioni locali ed eventi instore.
Testaccio è uno di quei quartieri che non hanno mai avuto bisogno di presentarsi. Vive di stratificazioni, di memorie operaie, di notti sudate e di mattine lente, di osterie che resistono e di spazi che cambiano pelle senza perdere identità. È un luogo che osserva Roma scorrere senza inseguirla, rimanendo fedele a un ritmo tutto suo. Ed è forse proprio questa sua natura, insieme intima e collettiva, ad averlo reso terreno fertile per realtà che non cercano l’hype, ma la sostanza.
In questo tessuto urbano fatto di relazioni, passaggi e ritorni, GrooveLab Records si inserisce con discrezione. Nato come progetto online e diventato in poco tempo uno spazio fisico vissuto, il negozio di Valerio diventa un punto di incontro reale per chi la musica elettronica la cerca, la studia e la pratica. Anche qui il vinile assume le sembianze di strumento di dialogo, e la sua selezione racconta una scena in continuo movimento, fatta di uscite rapide, produzioni locali, scambi quotidiani.
Qui dentro si passa per scavare, ma anche per fermarsi. Per ascoltare, confrontarsi, riconoscersi. GrooveLab riflette Testaccio nel modo più naturale possibile: senza forzature, senza proclami, lasciando che siano i dischi, le persone e il tempo condiviso a fare il resto.
Valerio ci ha detto che il disco che più rispecchia l'anima di GrooveLab è Gab jr. - Leeprechonz (Positive Future). Una volta letta l'intervista, vi sarà chiaro capire perché :)
Come e quando nasce GrooveLab?
GrooveLab nasce nel 2020 come progetto interamente online, in un momento storico in cui l’idea di “incontro” sembrava sospesa. L’obiettivo iniziale era chiaro: creare uno store specializzato in musica elettronica, ma con lo sguardo già proiettato oltre la semplice vendita. L’online, fin dall’inizio, era solo il primo passo.
Nel luglio del 2022 GrooveLab apre finalmente le sue porte fisiche a Testaccio, una scelta tutt’altro che casuale. Il quartiere, con la sua anima popolare e culturale, ha accolto il progetto permettendogli di crescere in modo organico, fino a diventare un punto di riferimento per DJ, appassionati e giovani emergenti. Più che un negozio, uno spazio che vive di passaggi, ritorni e relazioni.
Valerio, cosa influenza maggiormente la tua selezione musicale?
La selezione viene curata quotidianamente, seguendo un mercato in continuo movimento, soprattutto nel mondo dell’elettronica, dove le release hanno tempi rapidi e le occasioni non aspettano. GrooveLab lavora su un equilibrio costante tra ricerca e istinto.
I generi spaziano senza rigidità: techno, house, ambient e sperimentale convivono sugli scaffali, accanto a nomi affermati e produzioni meno conosciute. Un’attenzione particolare è rivolta alle piccole realtà romane, alle label indipendenti e alle produzioni locali, che trovano spazio sia nella selezione che attraverso eventi instore e presentazioni dedicate.
Accanto al nuovo, propongo anche una selezione di usato, sempre scelta con la stessa cura, e mantenendo coerenza e qualità come linea guida.
Come vengono suddivisi i dischi all’interno di GrooveLab? Credi che la scelta di suddivisione influenzi la ricerca dei clienti?
All’interno del negozio i dischi sono suddivisi principalmente per genere e, in alcuni casi, per label, come per esempio per Rawax. Sono sempre disponibili sezioni dedicate agli artisti locali e ai nuovi arrivi, permettendo così ai clienti di individuare subito la categoria che stanno cercando e anche di conoscerne ed esplorarne di nuove. Non a caso, la sezione dedicata ai local è una delle più apprezzate dal pubblico internazionale, che spesso cerca un frammento autentico della scena romana da portare via nella propria borsa dei dischi.
Nel negozio è possibile dedicarsi all’ascolto grazie alle due postazioni presenti. I clienti possono così scegliere i dischi, in autonomia o con il mio aiuto, e prendersi del tempo per ascoltare la propria selezione, magari sorseggiando una birra artigianale disponibile proprio in negozio.
Come vedi la scena elettronica romana? Che tipo di evoluzione c’è stata da quando hai aperto?
Purtroppo negli ultimi anni Roma ha perso tanti locali e spazi storici. Nonostante questo la scena elettronica e underground resiste e si sta sviluppando sempre di più. Sia DJ che amatori continuano a comprare dischi, continuano a produrre e a proporre la propria musica.
Tante sono le piccole label e le piccole realtà indipendenti che sono nate negli ultimi anni e che si fanno sempre più spazio in una città grande e dispersiva come Roma, che continua a offrire cose interessanti a chi ha voglia di comprare e ascoltare buona musica.
Tra i nostri clienti ce ne sono molti stranieri che, passando dal nostro negozio, ci permettono ogni giorno di conoscere nuove culture musicali e creare una rete di connessioni con ambienti fuori dall’Italia.
Con i clienti locali, che ormai conosco bene, mi piace instaurare un rapporto di fiducia sempre più forte, così da riuscire subito a individuare ciò che stanno cercando. Molto spesso, quando arrivano gli ordini settimanali, so già quale disco dare a chi e, capire poi di aver centrato il punto, mi rende fiero del lavoro di ricerca che faccio ogni giorno.
Come ti immagini il futuro di GrooveLab?
Cerco sempre di immaginare GrooveLab Records come una realtà in espansione, tentando, con la realizzazione di piccoli progetti, con gli eventi instore e le giornate open decks per DJ, di creare uno spazio volto a creare connessioni fra le persone. Tra gli altri obiettivi di GrooveLab c’è quello di ampliare la selezione di GrooveLab Streetwear, con linee di abbigliamento e merchandise proprie e di label esterne, oltre a quello di creare un’etichetta propria, che collabori con artisti emergenti e locali.
