Eastern Electrics torna dopo un anno di pausa
Eastern Electrics ha riconquistato Londra con una nuova casa nel verde del Burgess Park, regalando una domenica all'insegna del sole, di quattro palchi a tutta musica e di un finale da urlo firmato Joseph Capriati e Martinez Brothers. Ecco com'è andata.
C’è qualcosa di speciale in un festival londinese fatto come si deve. La città non è certo la prima adatta per eventi all’aperto: i parchi sono troppo regolamentati, il clima troppo incerto (di solito) e la logistica troppo complicata. Ed è proprio per questo che Eastern Electrics, quando è in piena forma come lo è stato in questo ritorno, sembra quasi magia. Domenica 9 agosto, sotto un sole che ha trasformato il Burgess Park in un dorato deserto di persone felici, tutto ha funzionato alla perfezione.
Il ritorno del festival dopo un anno di assenza ha portato con sé una nuova casa: il Burgess Park, un’area verde di 56 ettari tra Camberwell, Walworth e Bermondsey, che ha permesso di organizzare quattro palchi senza che ci si sentisse mai troppo distanti. Ci si poteva spostare da un palco all’altro in pochi minuti, cogliere il finale di un set strepitoso e imbattersi in qualcosa che non si era previsto di vedere. È questa l’avventura musicale che Eastern Electrics ha sempre saputo regalare.
Il palco Four Corners ha regalato alcuni dei momenti migliori della giornata. La La ha aperto le danze con un set UK garage che ha scatenato dita a pistola e facce da basso finto disgustato, e l’energia travolgente si è protratta per tutto il festival. L’artista olandese Marsolo ha proposto un set ricco di house, beat estivi e classici da dancefloor, dimostrando perché è così apprezzato sui palchi di tutta Europa. Skream ha portato un peso e un’autorità che pochi avrebbero saputo eguagliare in quella fascia oraria, mentre East End Dubs ha chiuso il palco con il suo raffinato mix di dub, tech e garage.
La Modern Funktion's Dome è stata una certezza costante di divertimento, con un mix di tech sporco, spangle core e house minimal dai bassi profondi firmati Jamback, Locklead, Truly Madly e Mella Dee b2b Reeshy, che hanno mantenuto alta l’energia con groove perfetti per le pedane e l’atmosfera più intensa di quello stage. Il Plant Room ha offerto il DJ set dei Groove Armada come contrappunto più melodico e nostalgico, accolto con grande favore e programmato in modo impeccabile per il tardo pomeriggio.
Ma è stato il gran finale del Main Stage a rimanere impresso nella memoria di molti. Joseph Capriati e SOSA hanno lasciato il testimone ai Martinez Brothers per un finale all’insegna dei loro soliti beat decisi e delle vibrazioni fraterne e travolgenti. Un’ora da headliner degna dei migliori. A 18 anni dalla nascita, Eastern Electrics sa ancora esattamente quello che fa.
