Else: Berlino In Piena Luce
Da 13 anni, ELSE racconta un lato del clubbing berlinese che si allontana dalla solita oscurità. Costruito con container su un terreno abbandonato lungo la Sprea, questo club stagionale è sopravvissuto alla pressione dello sviluppo urbano, ai cambiamenti del pubblico e a un’industria della nightlife sempre più difficile, senza perdere quel senso di libertà che lo ha definito fin dall’inizio.
La nightlife di Berlino viene quasi sempre raccontata attraverso l’oscurità. Corridoi di cemento, fumo sopra il dancefloor, acciaio, sudore e qualsiasi traccia di luce naturale eliminata di proposito. È un’immagine ripetuta così tante volte da essere diventata una sorta di cartolina internazionale della città.
ELSE va in un’altra direzione.
Il club si trova tra Treptower Park, l’Elsenbrücke e la ferrovia, con i treni che fanno vibrare i confini dello spazio e la Sprea che scorre tranquilla poco distante. Gli alberi circondano il dancefloor. La gente arriva con gli occhiali da sole. La festa comincia sotto il cielo aperto, si sposta all’interno quando cala la notte e torna in giardino quando sorge di nuovo il sole.
Più che una fuga da Berlino, ELSE sembra concentrare la città in un unico luogo. Infrastrutture, natura, rumore, acqua, movimento e persone che si appropriano di uno di quegli spazi che Berlino non ha ancora finito di definire.
ELSE non è mai stato pensato come qualcosa di permanente. È nato come un esperimento.
“Quando ELSE è iniziato, non avevamo un obiettivo preciso né un piano a lungo termine”, racconta il team. “In perfetto stile berlinese, abbiamo aperto lo spazio con le migliori intenzioni e con il desiderio di scoprire cosa avremmo potuto fare con quello che avevamo”.
Tredici anni dopo, quell’esperimento temporaneo è diventato un’istituzione.
COSTRUIRE DOVE NON C’ERA NIENTE
Il terreno che sarebbe diventato ELSE fu scoperto nel 2013, tra la ferrovia e l’Elsenbrücke. Non c’erano acqua, elettricità o servizi e non era possibile costruire strutture permanenti.
Per la maggior parte degli sviluppatori, quel terreno era inutilizzabile.
Per un promoter berlinese, aveva delle possibilità.
La ricerca iniziale era legata a Renate, il club gemello di ELSE, che non aveva spazio per organizzare eventi all’aperto. Il team voleva quindi trovare una location nelle vicinanze dove sviluppare quella parte della propria programmazione.
“L’idea era trovare uno spazio per eventi open air, qualcosa che a Berlino era sempre stato complicato”, spiega il team. “Quello che era iniziato come un modo per far crescere un venue è diventato un club con un’identità completamente propria”.
I limiti del terreno finirono per definirne l’architettura. Non potendo costruire una struttura convenzionale, il team decise di utilizzare container. Diventarono bar, pareti, stanze e barriere acustiche.
Quella che era nata come una soluzione pratica diventò parte della personalità di ELSE.
All’inizio era tutto piuttosto grezzo. Container, roulotte e un approccio alla costruzione quasi punk davano l’impressione che il posto fosse stato messo insieme semplicemente perché la gente voleva ballare e nessuno aveva intenzione di aspettare condizioni perfette.
Con gli anni, tutto è diventato più raffinato. Gli spazi sono migliorati, la produzione è cresciuta e il dancefloor interno è stato rinnovato con un sistema Kirsch Audio. Quella che un tempo sembrava pura improvvisazione si è trasformata in un venue progettato con grande attenzione, senza cancellare le tracce delle sue origini.
UN CLUB CHE NON POTREBBE ESSERE ALTROVE
La location non ha determinato soltanto il modo in cui ELSE è stato costruito. Ha definito anche il modo in cui viene vissuto.
Fin dall’inizio, il team ha capito che la Sprea, gli alberi e il ponte non potevano essere semplicemente parte dello sfondo.
Il dancefloor esterno è stato costruito quasi come un anfiteatro, formando un’ampia curva intorno alla console. Ci sono terrazze dove prendere il sole, zone d’ombra, un cocktail bar vicino all’acqua e piccoli angoli tra gli alberi.
La pista è grande, ma raramente sembra impersonale.
Il DJ non è separato dal pubblico dall’oscurità, dalla distanza o da un palco gigantesco. Quando un momento funziona davvero, si può vedere la reazione partire davanti alla console e propagarsi fino ai bordi della pista.
L’ambiente rende ELSE più morbido, ma Berlino non scompare mai completamente. I treni continuano a passare. Il ponte rimane lì sopra. La città continua a fare rumore anche quando parte la musica.
“Sono proprio le difficoltà e i vantaggi di questa location ad averci reso il club che siamo”, racconta il team.
SEI MESI QUI, SEI MESI VIA
ELSE apre da aprile a settembre.
Questa stagionalità è parte del suo fascino. Il club compare quando finisce l’inverno berlinese e scompare quando la città comincia di nuovo a diventare grigia. Invece di combattere il clima, il suo calendario semplicemente lo segue.
“L’estate berlinese è un momento molto breve tra inverni piuttosto duri”, spiega il team. “In estate vogliamo goderci il sole e ballare all’aperto. In inverno vogliamo scappare dal freddo dentro un club caldo e sudato”.
La scelta comporta però una pressione enorme. In pratica, ELSE chiude e viene rimesso in piedi ogni anno. Bisogna riparare le strutture, rinnovare gli spazi, ricostruire i team e preparare programmazione, bar, sicurezza, produzione, sound system e logistica in pochissimo tempo.
Zoe Uellendahl, Manager di ELSE, vede questo reset annuale come una difficoltà, ma anche come un’opportunità.
“Ogni anno possiamo chiederci: cosa succederà dopo? Cosa sarà nuovo? Cosa manterremo? Come possiamo migliorare?”
Un club aperto tutto l’anno può facilmente rimanere intrappolato nelle proprie dinamiche. ELSE è costretto a guardarsi di nuovo a ogni stagione.
Anche la chiusura fa parte della sua identità. L’ultimo weekend conta perché tutti sanno che il giardino sta per scomparire. Quando riapre, significa una cosa molto semplice: l’estate è tornata.
TREDICI ANNI A GUARDARE BERLINO CAMBIARE
Durare così a lungo non è più qualcosa di normale nella nightlife berlinese.
I club vivono sotto la pressione dell’aumento dei costi, dello sviluppo immobiliare e dei grandi progetti infrastrutturali. La costruzione dell’autostrada A100 è diventata uno degli esempi più evidenti.
ELSE è sopravvissuto, ma sopravvivere non ha mai significato restare uguale.
“La cosa speciale della club scene berlinese è che ha sempre attraversato grandi cambiamenti ed è sempre riuscita ad adattarsi”, spiega il team. “C’è sempre una nuova sfida, una nuova tendenza, club che chiudono e altri che aprono”.
Berlino non fa più festa come nel 2013. Il pubblico è cambiato. I cicli musicali si muovono più velocemente. Anche le aspettative intorno a sicurezza, rappresentazione, sound e programmazione si sono evolute.
Dopo 13 anni, ELSE non osserva semplicemente questa trasformazione dall’esterno.
“Anche noi siamo parte di questo cambiamento. C’è una nuova generazione che sta entrando sia nel nostro team sia nella community in generale”.
OLTRE IL CULTO DELL’HEADLINER
Il booking team di ELSE per la stagione 2026, formato da Timm Mühlenberg e Jan Hollstein, lavora intorno a un’idea di equilibrio.
Gli artisti internazionali contano. I selector locali anche. I grandi nomi possono attirare pubblico, ma spesso sono gli artisti emergenti e i collettivi underground a costruire quello che arriverà dopo.
Mühlenberg, nato e cresciuto a Berlino, considera importante mantenere questo rapporto tra identità locale e influenze esterne.
“Berlino possiede una club culture incredibilmente forte e distintiva e, di conseguenza, le tendenze internazionali spesso impiegano più tempo ad arrivare qui”, spiega. “Ma è proprio questo a rendere la città così speciale”.
Questa filosofia emerge anche nelle collaborazioni con promoter e collettivi.
PULS e il suo concept BERLIN COMMON GROUND si allontanano deliberatamente dalla cultura dell’headliner, invitando collettivi più piccoli a curare eventi utilizzando la piattaforma e l’infrastruttura di ELSE.
La logica è semplice. Se in 13 anni hai costruito una piattaforma con una certa visibilità, puoi usarla anche per dare spazio agli altri.
QUARANTA ORE DI ELSE
Il 13° anniversario del club durerà 40 ore, da sabato 8 a lunedì 10 agosto.
Il lineup attraversa generazioni e scene diverse, con Angel D’lite, COZi, Dee Diggs b2b Stella Zekri, DJ TOOL, Nightmares on Wax, Thabo, Young Marco, ALI3N, Blue Hour, Cecilia Tosh, Kameliia, Len Faki, Matrixxman, nthng, Stephanie Sykes e Vincent Neumann.
Il Night Garden sarà curato insieme ad AOS, Coconut Concepts e PULS, mantenendo attivo il dancefloor esterno anche durante le ore in cui la maggior parte degli eventi open air sarebbe già terminata.
Ma l’anniversario non ruota intorno a un unico peak-time set.
“Per noi non si tratta soltanto degli headliner”, spiega il team. “Si tratta di mostrare l’esperienza ELSE: passare una giornata sotto il sole, ballare all’aperto, condividere un cocktail, entrare quando arriva la notte e tornare in giardino quando sorge di nuovo il sole”.
ELSE spesso sembra un piccolo festival che prende vita ogni weekend. L’anniversario porta semplicemente questa idea fino al suo limite naturale.
I MOMENTI CHE RESTANO
La storia di un club raramente viene ricordata attraverso numeri o report.
Si ricorda attraverso i momenti.
Una traccia che entra esattamente quando doveva entrare. La reazione del pubblico alla fine di un set. Persone che si conoscono sul dancefloor. Un artista che guarda fuori dalla console e si rende conto che la connessione è reale.
“I momenti personali a cui assistiamo sono sempre i più speciali”, racconta il team. “Vedere migliaia di persone ballare e sentirsi libere, vedere persone fare nuove amicizie e scoprire nuove feste e nuovi DJ. È questo contributo alla cultura che rimane”.
Alcuni momenti hanno un peso particolare. Floorplan ha aperto la stagione 2026, mentre il party Key Vinyl di Freddy K è diventato negli anni una sorta di rituale. HEISSS ha recentemente organizzato una propria sessione di 40 ore, mantenendo il club pieno fino al lunedì.
Sono momenti come questi a giustificare tutto il lavoro necessario per ricostruire ELSE a ogni stagione.
QUELLO CHE VIENE DOPO
ELSE sta già pensando a come portare la propria identità oltre i mesi estivi.
Il team sta esplorando un programma di residency costruito attorno a relazioni creative a lungo termine.
“Non ci interessano nomi intercambiabili o tendenze passeggere”, spiega Hollstein. “Cerchiamo artisti la cui musica rifletta una prospettiva personale, una storia e un universo artistico chiaro che possiamo sviluppare insieme”.
Il club sta anche esplorando la possibilità di andare in tour durante la bassa stagione berlinese.
L’obiettivo, però, non è ricostruire ELSE altrove. Senza la Sprea, il ponte, gli alberi e il giardino, una copia del club sarebbe semplicemente una copia.
La strategia è collaborare con venue e collettivi che possiedono già una forte identità locale, creando un punto d’incontro tra la visione curatoriale di ELSE e la scena della città ospitante.
Crescere, quindi, senza cercare di replicare sé stessi.
ANCORA TEMPORANEO, ANCORA QUI
ELSE è nato senza infrastrutture, senza un edificio permanente e senza alcuna garanzia di sopravvivere ai suoi primi anni.
Quell’incertezza non è mai scomparsa del tutto.
La città continua a cambiare. La pressione urbanistica rimane. I costi aumentano. I club chiudono. Altri aprono. Il pubblico cambia.
Ma ELSE è ancora lì.
Un club stagionale costruito con container è diventato uno degli spazi estivi più riconoscibili di Berlino. E non lo ha fatto cercando di competere con l’oscurità che per decenni ha definito l’immagine notturna della città, ma offrendo qualcosa di cui Berlino aveva altrettanto bisogno.
Sole. Acqua. Alberi. Spazio per respirare.
“Trasformare quello che veniva visto come uno spazio temporaneo in un’istituzione permanente è qualcosa di cui siamo molto orgogliosi”, racconta il team. “Quando guardiamo al futuro, speriamo semplicemente di riuscire a mantenere viva questa cosa il più a lungo possibile”.
Tredici anni non dimostrano che ELSE sia riuscito a sfuggire all’incertezza della nightlife berlinese.
Dimostrano che da quell’incertezza può ancora nascere qualcosa capace di durare.
