L'IMS 2026 di Mixmag Italia
Il summit che ridisegna il futuro del clubbing mondiale ha chiuso i battenti con numeri record e previsioni che fanno tremare i polsi. La speed garage è tornata, l'afro-tech sta per esplodere e TikTok ha cambiato tutto a tutti: ecco cosa bolle nel calderone della musica elettronica globale.
C'è un posto al mondo dove ogni anno l'industria della musica elettronica si guarda allo specchio, si fa le domande scomode e poi balla tutta la notte sotto le stelle. Quel posto è Ibiza, e quella settimana si chiama IMS, International Music Summit. E noi c’eravamo. L'edizione 2026, in partnership con AlphaTheta, ha riunito 264 speaker distribuiti su 149 sessioni e cinque palchi, con oltre 2.100 delegati arrivati da 64 paesi. Numeri che raccontano un'industria viva, inquieta e straordinariamente globale. Il tema scelto quest'anno era Reclaim the Dancefloor, un manifesto più che uno slogan, un invito a difendere ciò che rende la pista da ballo un luogo irripetibile mentre il mondo intorno cambia a velocità vertiginosa. A guidare il programma i co-host Jaguar, Katie Knight e Pete Tong, tre voci capaci di tenere insieme la leggerezza e la profondità che solo una settimana come questa sa generare.
Mark Mulligan di MiDiA Research ha presentato l'IMS Electronic Music Business Report 2025/26, il documento più atteso dell'anno per chi opera nel settore. I numeri parlano chiaro: il mercato globale della musica elettronica ha raggiunto i 15,1 miliardi di dollari nel 2025, una crescita del 7% rispetto all'anno precedente, quando ci si era fermati al 6%. Non è solo una questione di cifre in salita. È la qualità di quella crescita che stupisce, con publishing, merchandise e DSP in testa alla classifica delle performance migliori. La Germania si conferma il mercato più grande per la musica elettronica su Spotify con 604 milioni di ascoltatori mensili cumulativi, seguita da Stati Uniti e Australia. L'Indonesia ha registrato il balzo più clamoroso con un aumento del 77% di ascoltatori, segno che il Global South continua ad essere il motore di espansione del genere.
Sul fronte dei gusti musicali, Beatport certifica la supremazia quadriennale della tech house, mentre la melodic house and techno ha scalzato la drum and bass dalla terza posizione. Su Splice esplode il fenomeno afro house, passato dal decimo al secondo posto nelle ricerche tra il 2023 e il 2025 con un incremento dell'82%, e su SoundCloud i DJ set taggati come tali sono cresciuti del 39% solo nell'ultimo anno. TikTok è diventato la piazza principale dove si costruisce e si consuma cultura elettronica: tre milioni di contenuti creati sotto l'hashtag ElectronicMusic, un aumento del 50% sul 2024, con SpeedGarage cresciuta del 147% anno su anno. Chi è tornato da Ibiza sa bene che alcune tendenze si odorano prima ancora di essere analizzate. La speed garage è la notizia del momento, quel suono nato a Londra tra il 1998 e il 2000 e poi scomparso sotto una colata di minimal e progressive riaffiora con prepotenza, contaminando la scena con bassi subsonici rubati alla drum and bass e groove sincopati che fanno muovere i fianchi in modo diverso. Non è nostalgia, è evoluzione.
Il secondo segnale forte riguarda l'afro-tech, una tech house portata all'esasperazione, minimalista nelle architetture ritmiche ma ricca di inserti vocali che strizzano l'occhio al reggaeton e alle tradizioni musicali africane. L'alternanza tra momenti di pura durezza e aperture melodiche ricorda certe intuizioni italiane di fine anni Novanta, quando la BXR di Media Records o un Mauro Picotto sapevano che la tensione e il rilascio erano le due facce della stessa moneta. Il terzo segnale è l'uso intelligente dell'intelligenza artificiale nella creazione e distribuzione dei contenuti. Sembra un gioco di parole ma non lo è, statene certi. Tutti puntano a TikTok, dagli artisti mainstream o hyperpop come David Guetta e Gabry Ponte o Hugel, fino ai producer di nicchia che raccontano il proprio processo creativo a pezzi, trasformando una traccia in venti frammenti, in gingolini digitali da regalare al pubblico per costruire un rapporto continuativo.
L'IMS ha affrontato anche i temi più difficili: il divario di genere nel djing, con le donne ferme al 15% degli account registrati su AlphaTheta mentre gli uomini calano di un punto ma restano all'85%. Il summit ha creato spazi dedicati attraverso The Brave Space presentato da HE.SHE.THEY., con conversazioni su diversità, equità, inclusione e salute mentale. The Art of Areté, presentato da AlphaTheta, ha offerto sessioni di benessere, breathwork e recupero fisico. IMS Academy ha formato la prossima generazione di artisti con masterclass, sessioni di ascolto e i famosi 10 in 10 DJ set per i talenti emergenti. I keynote dell'edizione 2026 rimarranno nella memoria: l'incontro raro con i 2manydjs e Soulwax, David e Stephen Dewaele che hanno parlato di cura editoriale e longevità culturale, la pioniera della musica elettronica Suzanne Ciani in un RA Exchange speciale, Sister Bliss dei Faithless che ha chiuso il summit sul palco del Dalt Vila con il Faithless Sound System in quello che molti hanno già definito uno dei momenti più emozionanti degli ultimi anni.
A ricevere il premio IMS Legends Award 2026 è stato Yann Pissenem, fondatore e CEO di The Night League e Ushuaïa Entertainment, figura che ha ridisegnato il concetto stesso di club culture ibizenca. La settimana si è chiusa come sempre deve chiudersi una settimana a Ibiza: con la musica che suona fino all'alba, le conversazioni che continuano a bordo piscina, le idee che cercano la forma giusta. Il fatturato dei club dell'isola ha raggiunto i 160 milioni di euro solo di ticketing nel 2025, con il numero medio di eventi per venue in calo ma i ricavi in crescita costante, la prova che la qualità batte la quantità anche sul dancefloor più famoso del pianeta. Le tendenze per il 2026 sono tracciate, i micro-club da una parte e le super venue dall'altra, e, come dettovi, la speed garage che torna a contaminare, l'afro-tech pronta a esplodere, l'intelligenza artificiale usata con pensiero laterale e non da principianti, e versioni di tracce da 9, 12, 14 minuti che segnalano un ritorno al formato long-form. Ibiza ha parlato. Adesso tocca alle piste da ballo del mondo rispondere. Fate largo.
