Legend Nova Luna: ai calanchi di Pisticci l'eclissi elettronica con gli Agents Of Time
Agents Of Time e Picca & Mars il 12 agosto sono gli interpreti dell’esperienza concepita nel cuore di uno dei territori più sorprendenti della Basilicata. Abbiamo fatto quattro chiacchiere con gli Agents of time per farci raccontare cosa aspettarci da questa notte cosmica.
Il cielo imbrunisce sul paesaggio lunare dei calanchi di Pisticci, che si prepara ad accogliere una notte di musica elettronica in un luogo fuori dal tempo e dallo spazio, forgiato dal vento e dalla potenza della natura.
Accarezzata dal vento e stupita da un’eclissi solare, la comunità di Legend vivrà più o meno questa scena sabato 12 agosto in Località Madonna delle Grazie a Pisticci.
Un nuovo capitolo di una realtà che si pone già essere come unica al mondo, grazie allo spazio che la ospita, porta una folata di energetica aria internazionale alla Basilicata, terra autentica di cultura, aspra e ricca di contrasti.
Ed è proprio sui contrasti che l’essenza più pura di Legend prende forma: musica e comunità originariamente destinata a club e stanze chiuse, riconcepite per luoghi mistici e liberi da vincoli antropologici, che piegano l’esigenze dell’uomo al proprio cospetto per potergli permettere di vivere un’esperienza unica.
Per gli organizzatori di Legend, ospitare una notte di musica elettronica nei calanchi di Pisticci è un gesto di amore per la propria terra e per l’intera comunità, nel totale rispetto della natura e dell’energia ancestrale che domina quelle formazioni geologiche di argilla uniche al mondo.
A guidare la dimensione musicale di Legend Nova Luna saranno gli Agents Of Time, progetto italiano formato da Andrea Di Ceglie e Luigi Tutolo. Insieme a loro Picca & Mars contribuiranno a definire il percorso musicale della notte.
La ricerca degli Agents Of Time si muove lungo il confine tra melodic techno, house, acid, e costruzioni elettroniche dalla forte tensione emotiva. Macchine analogiche, sequenze ipnotiche e aperture melodiche convivono in un linguaggio capace di mantenere salda la relazione con la pista, senza rinunciare alla profondità dell’ascolto.
Nel paesaggio dei Calanchi, la loro musica trova una corrispondenza naturale. Le stratificazioni sonore, le progressioni e il senso di sospensione che caratterizzano il progetto sembrano rispondere alle forme del terreno, alla sua apparente immobilità e al processo lentissimo che continua a trasformarlo. Così abbiamo pensato di farci raccontare direttamente da loro due cosa potremmo aspettarci dalla notte del 12 agosto.
Il vostro nome evoca già un rapporto profondo con il tempo e lo spazio. Legend – Nova Luna si svolge nei calanchi di Pisticci, un paesaggio che è esso stesso una stratificazione di memoria geologica. Voi siete stati lì per lo shooting fotografico: quali sensazioni vi ha trasmesso la prima volta da questo luogo fuori dal tempo?
Siamo stati ai calanchi qualche settimana fa ed è stata un'esperienza bellissima: ci siamo ritrovati immersi in un vero e proprio paesaggio lunare. Conoscevamo già il posto sulla carta, ma essere lì dal vivo supera completamente qualsiasi aspettativa. Per il nostro progetto il legame tra natura e tecnologia è fondamentale, motivo per cui abbiamo deciso di andare sul posto con qualche settimana di anticipo: volevamo immergerci nella sua magia e catturarne l'essenza attraverso lo shooting fotografico.
Il vostro progetto "Time Machine" vi sta portando in giro per il mondo con un concept audiovisivo sempre più immersivo e cinematografico e con un live che si tramuta in dialogo tra macchine ed emozioni. Come si inserisce Legend – Nova Luna in questo percorso? È un capitolo a sé stante o una tappa fondamentale di questa evoluzione?
Time Machine è innanzitutto la nostra etichetta discografica, il nostro spazio creativo dove siamo liberi di pubblicare la nostra musica senza alcuna barriera. Da qualche anno abbiamo deciso di mostrare tutto ciò che c'è dietro questo universo, portando il brand in giro per il mondo. Legend – Nova Luna non rientra direttamente nel progetto Time Machine, ma incarna appieno la visione e il concept degli Agents of Time. È senza dubbio una delle tappe più suggestive e fondamentali del nostro tour di quest'anno.
Parlando di radici, venite dalla Puglia, una terra che condivide con la Basilicata lo stesso mare e un'energia culturale mistica e potente. Come avete costruito una carriera così futurista in una terra così cruda e spesso ancora legata alle tradizioni più antiche? Quali sono i consigli che direste a vostri connterranei che vogliono iniziare a suonare e produrre?
Gli esordi della nostra carriera hanno plasmato chi siamo oggi e chi saremo in futuro. Siamo da sempre profondamente legati al nostro territorio e crediamo fermamente che non sia decisivo dove vivi, ma quanto credi in ciò che fai. Anzi, rimanere nel luogo che ti fa stare bene e ti rende felice è il miglior carburante per la creatività e la produttività in studio. Questo è il motivo per cui siamo estremamente orgogliosi di portare la Puglia nel mondo. Il nostro consiglio per i conterranei che vogliono iniziare è di abbracciare le vostre radici senza sentirvi limitati dalla provenienza: oggi la passione, il lavoro duro e la visione abbattono qualsiasi confine.
Come vivete il passaggio dai grandi palchi internazionali a una dimensione più raccolta e immersiva come quella dei calanchi?
La scorsa settimana eravamo sul Mainstage del Tomorrowland di fronte a 65.000 persone, mentre lo scorso weekend eravamo in un club in Arabia Saudita. Crediamo che ogni palco e ogni pubblico abbiano qualcosa da insegnare: da ogni situazione assorbiamo un'energia unica da trasformare poi in musica in studio. Certo, suonare in un luogo così suggestivo come i Calanchi ha una marcia in più: in quel caso non è solo la gente a darti energia, ma è l'ambiente stesso che ti vibra attorno.
A proposito di tempo, come si svolge una sessione in studio degli Agents of time?
Solitamente, nei giorni infrasettimanali al rientro dalle date del tour, ci chiudiamo subito in studio. Cerchiamo di lavorare sempre insieme, fianco a fianco: la nostra è una produzione estremamente collaborativa. Non amiamo lavorare separati e crediamo che questa profonda intesa e unione di idee sia uno dei veri punti di forza del progetto Agents of Time.
Cosa vi attrae di più della scena elettronica del momento? Quali sono gli aspetti da cui riuscite a trarre ispirazione? E cosa vi manca di quando avete iniziato?
Siamo in una fase di forte transizione. Oggi i social media hanno un peso enorme e spesso tendono a costruire "brand" più che focalizzarsi sui veri e propri musicisti. Dal canto nostro, cerchiamo di mantenere intatti il cuore, l'autenticità e la passione con cui abbiamo dato vita al progetto ben 13 anni fa. Crediamo prima di tutto nella musica e mettiamo anima e corpo in ogni singola release che proponiamo a chi ci ascolta.
Quali sono i prossimi orizzonti che volete esplorare? C'è un nuovo suono, una nuova tecnologia o un nuovo luogo che vi incuriosisce e che potrebbe ispirare il prossimo capitolo della vostra storia?
Stiamo lavorando a diversi nuovi progetti con l'obiettivo di legare la nostra musica all'arte a 360 gradi. Siamo sempre più convinti che noi DJ e producer abbiamo una responsabilità: quella di far scoprire e "educare" le nuove generazioni alla vera cultura della musica elettronica. In Italia la figura del DJ o l'atto stesso di "andare a ballare" soffrono ancora di qualche pregiudizio e non vengono sempre riconosciuti come cultura. Tuttavia, vediamo una comunità reale di persone che si emozionano autenticamente con questo mondo: il nostro obiettivo è proteggere questa cultura e farla crescere.
Legend si svolge in una Basilicata lontana dalle rappresentazioni più prevedibili del turismo italiano.
Pisticci si affaccia idealmente sullo Ionio, circondata da un territorio nel quale convivono il paesaggio calanchivo, i rioni storici, la cultura della Magna Grecia, le campagne dell’entroterra e la costa. Poco distante si trova Matera, con la sua storia millenaria e l’architettura dei Sassi; verso il mare, il territorio incontra Metaponto e le tracce dell’antica colonizzazione greca.
Veri protagonisti del festival sono i calanchi di Pisticci, che non appartengono al genere dei paesaggi che si lasciano guardare con distrazione. Sono piuttosto una ferita dolce e millenaria, un'anatomia della terra messa a nudo dall'acqua e dal vento. Queste formazioni argillose, modellate da un'erosione che procede inesorabile da centinaia di migliaia di anni, custodiscono nella loro friabilità la memoria di un antico mare che un tempo copriva queste pianure. Le grandi masse di argilla, depositate sul fondale marino e successivamente emerse con il sollevamento del territorio, sono state incise da solchi profondi, creste affilate e canaloni che disegnano un paesaggio lunare, sospeso tra la montagna e il deserto. Ogni calanco è un'opera in divenire, un'architettura naturale instabile e paziente che cambia volto con la luce del giorno: bianca e abbagliante sotto il sole, dorata e vibrante al tramonto, e infine quasi spettrale quando la notte ne cancella i dettagli e restituisce solo le linee dell'orizzonte e l'immensità del cielo. È in questo passaggio, in questo dialogo tra materia e assenza, che la musica di Legend trova il suo spazio più autentico come eco di una terra che da sempre si trasforma.
L’ambizione di Legend è quella di offrire un’alternativa al concetto di boutique festival. Un evento pensato per chi ha davvero voglia di mettersi in gioco, abbandonando il comfort della quotidianità per interfacciarsi con il dinamismo della natura e i suoi cambiamenti. Parte dell’esperienza diventa quindi, senza dubbio, il viaggio
Il viaggio non è semplicemente ciò che precede l’evento: è parte integrante dell’esperienza. Ogni chilometro conduce verso uno degli scenari naturali più suggestivi d’Italia, dove il territorio non è una scenografia costruita, ma il protagonista stesso dell’esperienza.
