Mr. Fingers rimette le mani su "Toi Et Moi" dei PARADIS per i 10 anni di Recto Verso
Il leggendario pioniere del deep house Larry Heard rivisita il classico del duo francese in un remix che guarda agli anni Ottanta. L'album anniversario arriva il 26 giugno.
Dieci anni fa, Recto Verso dei PARADIS entrava silenziosamente nella storia della musica francese. Oggi quell'album continua a brillare come uno dei dischi fondamentali del pop contemporaneo d'Oltralpe, e per celebrare il decennale arriva un regalo che farà battere il cuore ai collezionisti e ai cultori dell'elettronica più raffinata.
Pubblicato originariamente nel 2016, Recto Verso è stato l'unico album in carriera del duo parigino, ma ha saputo conquistarsi immediatamente lo status di culto grazie a un equilibrio perfetto tra chanson francese e musica elettronica — un suono che suonava senza tempo già allora, e che col senno di poi si è rivelato profetico.
Il 26 giugno, Recto Verso tornerà disponibile nella sua versione vinile originale, affiancata da un'edizione espansa su triplo vinile e piattaforme digitali. Ma la vera sorpresa è un'altra.
A vestire i panni del celebratore d'eccezione ci ha pensato Larry Heard, il leggendario produttore, DJ e pioniere del deep house meglio noto al mondo come Mr. Fingers. L'uomo che con Can You Feel It ha praticamente inventato un genere si è messo al lavoro su "Toi Et Moi", uno dei brani più iconici del disco, regalando una reinterpretazione che si ispira alla versione originale ma la riveste con il calore e il groove della dance music anni Ottanta.
Il risultato è un ponte ideale tra due epoche: da un lato l'eleganza malinconica dei PARADIS, dall'altro la mano di uno che la house music l'ha costruita mattone dopo mattone. Un incontro che suona naturale, quasi inevitabile.
Il remix di Mr. Fingers sarà disponibile in digitale dal 19 giugno, mentre i più pazienti potranno attendere settembre per mettere le mani su uno speciale 12 pollici maxi single.
Per chi Recto Verso non l'ha mai ascoltato, è il momento giusto per colmare una lacuna. Per chi lo conosce a memoria, è l'occasione per riscoprirlo con orecchie nuove — e magari per piangere un po' sul fatto che siano già passati dieci anni.
