Nextones 2026: elogio artistico alla Val D'Ossola
Dal 16 al 19 luglio 2026, la Val d’Ossola ospita la tredicesima edizione di Nextones, festival che trasforma cinque luoghi tra cava, borgo, orrido e terme in un paesaggio sonoro abitato. Tra hiking, installazioni subacquee e i live di Daniel Blumberg, Helena Hauff e DJ Hell, l’ascolto diventa esperienza del luogo.
Anche per questa tredicesima edizione Nextones rifiuterà la logica del palco piantato in un prato, lasciando dialogo aperto alla relazione stretta, quasi tattile, tra ciò che si ascolta e il luogo in cui lo si ascolta. Non un festival che “usa” il paesaggio come scenografia, ma un dispositivo curatoriale che attiva il territorio (geologie, acque, borghi abbandonati, cave dismesse) trasformandolo in parte esecutrice della partitura.
Dal 16 al 19 luglio 2026, la tredicesima edizione si articolerà in cinque sedi, di cui una inedita. Il cuore resta il Tones Teatro Natura, ex cava di granito divenuta uno dei contesti europei più riconosciuti per lo studio delle interferenze tra suono, natura e spazio. Attorno, una costellazione che si amplia: le Terme di Premia (con le loro acque termali e un’installazione subacquea permanente), gli Orridi di Uriezzo (stretti canyon naturali, acustica primitiva), l’antico Borgo di Ghesc (medievale, rinato come laboratorio di rigenerazione grazie a Fondazione Canova) e, per la prima volta, l’Oratorio di San Marco a Veglio, piccolo gioiello romanico che ospiterà una performance di Laura Masotto.
La programmazione diurna è costruita su due percorsi di hiking sonoro, che diventano essi stessi atto performativo. Venerdì 17 luglio, ci si muove verso Ghesc per ascoltare Kenichi Iwasa, il polistrumentista giapponese trapiantato a Londra, che presenterà +PONERE: composizione per uno strumento ibrido (flauto/corno) autocostruito con l’artista visivo Charlie Hope, che incorpora in tempo reale i suoni ambientali del borgo. Più tardi, gli Orridi di Uriezzo accolgono Shane Parish in una rilettura integrale di Autechre per chitarra acustica: il rock, le superfici scoscese e la propagazione del suono all’aperto ridefiniscono di continuo struttura e ritmo.
Anche per l'edizione 2026 è confermata la collaborazione con RBL, web radio torinese, che curerà il NEXT Camp, un’area di campeggio diventata centrale nell’esperienza del festival, con talk, DJ set mattutini e un party di chiusura domenicale affidato a Nosedrip. Il campeggio non è un servizio accessorio: nelle ultime edizioni ha coinvolto circa seicento partecipanti in un’esperienza immersiva e collettiva, mentre il totale delle presenze ha superato le cinquemila unità.
Al calare del buio, il fronte si sposta sulla cava. Il programma notturno alterna live set, performance coreutiche e DJ set di artisti da tutto il mondo. Tra gli appuntamenti da segnare:
• Daniel Blumberg: compositore premiato con Oscar e BAFTA per la colonna sonora di The Brutalist (2025), proporrà un live che intreccia canzone e improvvisazione libera in dialogo diretto con l’anfiteatro di granito.
• Alessandro Adriani (Mannequin Records, Berlino) collabora con l’associazione AiEP (diretta da Claudio Prati e dalla coreografa Ariella Vidach) per Koppelia: una performance con motion capture markless che traduce il movimento in suono e immagine, ispirata all’universo di Coppélia e Hoffmann. Co-prodotta da Fondazione Tones on the Stones e finanziata dal programma Interreg VI-A Italia-Svizzera.
• Abdullah Miniawy & Simo Cell presentano dal vivo Dying is the Internet (Dekmantel UFO series): elettronica leftfield e poesia araba si fondono in un impatto fisico su soundsystem, ma con una trama sottile che chiede ascolti ripetuti.
• Carrier (progetto di Guy Brewer, ex Commix e Shifted) porta Rhythm Immortal (Modern Love, ottobre 2025) in un live A/V site-specific con le immagini della fotografa e videomaker giapponese Riyo Nemeth.
• John T. Gast, figura elusiva e cult del sottosuolo londinese, si esibirà in uno spettacolo audiovisivo con light design di Roo MacPhee.
• OKO DJ (Marine Tordjemann) presenterà un live A/V in gran parte composto per l’occasione, attingendo dal suo album As Above, So Below (Stroom, 2025), con un film full-length realizzato da Hajj (Dawn Records), tra sound healing, immaginario industriale e rituale.
I DJ set serali vedono OK Williams, DJ Hell, Helena Hauff e il collettivo basileese Somatic Rituals (Kombé, Mafou, Mukuna).
Nextones non è solo musica dal vivo. Alle Terme di Premia, l’artista visiva Michela de Mattei insieme a Palm Wine (Simone Bertuzzi, co-fondatore di Invernomuto) attiva Hydromantique (2026): una sessione di ascolto subacqueo per quattro altoparlanti immersi e una giara in terracotta sommersa, che combina voce, narrazione e materiali eterogenei. L’installazione resterà attiva per tutta la durata del festival, trasformando le terme in un ambiente di ascolto continuo. Nella stessa serata inaugurale (giovedì 16 luglio), l’arpista londinese Miriam Adefris, collaboratrice tra i tanti anche dei Floating Points, eseguirà un live solista tra arpa analogica ed elettronica.
Sabato mattina, invece, l’apertura del nuovo sito: l’Oratorio di San Marco a Veglio ospita Laura Masotto con The Spirit of Things, performance che espande il violino attraverso loop station, elettronica e strumenti rituali, in un territorio di confine tra scrittura, improvvisazione e pratiche sciamaniche.
L’immagine dell’edizione 2026 è affidata alla fotografa Rachele Daminelli, che ha lavorato sul micro-paesaggio della Val d’Ossola: dettagli spesso invisibili, come muschi, screpolature, luci radenti, restituiti come segni di un organismo vivo. Una scelta lontana dalla spettacolarizzazione, coerente con l’etica del festival.
Nextones, infatti, è parte della stagione estiva di Tones Teatro Natura, spazio riconosciuto dal Ministero della Cultura come centro di produzione musicale. La Fondazione Tones on the Stones è stata tra le prime in Italia a ottenere la certificazione ISO 20124 per la gestione sostenibile degli eventi, in linea con Agenda 2030 e Green Deal europeo. Dal 2019, il festival nasce dalla collaborazione con Threes Productions, agenzia creativa impegnata nella sostenibilità culturale, una co-direzione artistica che unisce sensibilità ecologica, innovazione e dialogo interdisciplinare.
Nextones sembra essere la conferma che quando arte, natura e visione si fondono non ci sono limiti di scala né di gerarchia: l’ascolto più radicale può accadere accanto al fuoco di un campeggio, una performance di motion capture può dialogare con una cava di granito, un’installazione subacquea può trasformare terme antiche in un organismo sonoro vivo. Non c’è bisogno di inseguire il globale né di replicare modelli urbani. Basta tornare al luogo, abitarlo con cura, e lasciare che sia il suono a insegnarci un’altra forma di presenza.
