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EV Station: the last dance con il nuovo format Mezzogiorno Mezzanotte

Domenica 10 maggio EV Station cala il sipario per l'ultima volta, ma lo fa a modo suo: ospitando la genesi di Mezzogiorno Mezzanotte, nuovo format ideato da Matteo Manzini, che si alternerà in console con Aton e Lumee.

  • Alessandra Sola
  • 5 May 2026
EV Station: the last dance con il nuovo format Mezzogiorno Mezzanotte

Domenica 10 maggio sarà l'ultima danza di EV Station a Bologna, un locale ibrido, che si è sempre tenuto lontano dalle etichette e che, nella sua breve vita, ha saputo distinguersi da qualsiasi altro luogo in Italia, per la cura e la passione impiegata nell'ospitare chiunque vi si affacciasse per un cappuccino, un arrosticino, un piatto di pasta, fare un pieno o sgambettare di fronte a uno dei tanti DJ internazionali che nel tempo sono passati di lì.

Più che un addio, però, sembra l'aprirsi di un nuovo spiraglio di luce per Beniamino, cuore e anima abruzzese dietro EV, che non ha mai smesso di credere nel suo progetto e che si è fatto carico delle gioie e dei dolori di tentare di fare qualcosa di diverso in questa, ormai, povera Italia. La scelta singolare e che conferma l'essenza in moto costante del piccolo club di Via Chiesaccia 45, è quella di ospitare un nuovo format per the last dance. Così, domenica 10 maggio, salutiamo EV Station con un party pensato da un bolognese D.O.C., Matteo Manzini, che dopo più di quindici anni da DJ e curatore di party nella sua Londra ispiratrice, ha deciso di ideare un format dal respiro internazionale che gli permettesse di tornare a mettere dischi con e per gli amici un paio di volte l'anno e a pochi metri dal paese dove è cresciuto.

Chiunque abbia avuto il piacere di vivere EV Station lo sa che l'energia di quel piccolo posto è rara da trovare altrove in Italia. Il connubio perfetto tra ospitalità, sound-system che risponde bene, dancefloor intimo e la possibilità di mangiare un'ottima pasta cucinata da Beniamino prima, durante e dopo il party è una situazione difficile da replicare in altri posti. Forse è questo che ha percepito Matteo quando si è trovato per la prima volta a suonare a EV, e forse è questo tipo di energia che ha deciso di sposare per il suo nuovo format Mezzogiorno Mezzanotte, che esprimerà la sua genesi proprio lì domenica prossima.

L'orario non serve che ve lo diciamo, un daytime che si estende fino agli ultimi raggi di Luna di quella giornata. La line up per il primo episodio (che vedrà poi i successivi svolgersi in altri luoghi del centro-nord Italia) è un piccolo gathering di amici di Matteo, che si alterneranno in console insieme a lui, invitati apposta per l'occasione. Per presentarveli abbiamo chiesto a ognuno di loro tre tracce che esprimessero a pieno la loro anima. Crediamo sia il modo più semplice di conoscere un DJ.

In ordine alfabetico partiamo da Aton, italiano trapiantato a Berlino, negli anni si è fatto strada nei club più importanti della scena, scegliendo di restare sempre fedele al suo sound, un ibrido tra progressive-trance e techno breakkata ben assestata. Oggi, con il suo progetto Risorsa Elettronica co-fondato con l'altro componente della line up, Lumee, curano uscite in vinile rare e selezionate, tenendo conto dell'importanza degli artisti e produttori che si orbitano nel loro universo sonoro.

I dischi che ha scelto per parlarci di lui sono Penton & Duran - Control Factor (Noel Sanger Mix), bomba break che descrive a pieno il suo sound, Nev - Ilone Vune Cortex Nex [GPR] techno sognante classe 1995, e un classico evergreen, Dawn di Recondite (RNDM Mix).

Lumee si è aperto le porte nella scena internazionale facendo parlare di sé per i suoi set eclettici, frutto di una collezione e una ricerca che ha da sempre puntato sulla qualità. Based in London ma con sangue tricolore, ha trasformato la sua ossessione per i suoni rari in una carriera. Nato musicalmente a Roma, nel 2009 si è trasferito a Londra, dove ha affinato la sua ricerca di groove ipnotici e techno pulsante. Come anticipato co-fondatore insieme ad Aton dell'etichetta Risorsa Elettronica e parte del collettivo Modèrno, Lumee si distingue per la capacità di scovare gemme discografiche dimenticate, confermandosi come una forza creativa da tenere d'occhio nella scena underground.

I dischi che ha scelto per raccontarci di lui sono Mary Jane Greenfield di Paul St. Hilaire, Aurora Halal & DJ G, un ipnotico racconto dub techno, Metallik Cages di Etienne Jaumet (Original Mix), espressione massima del synth-pop elettronico del primo decennio 2000 e Stage One di Space Manoeuvres (Deeptone Remix), breakkata indimenticabile che siamo sicuri vi abbia fatto ballare almeno una volta negli ultimi dieci anni.

Iniseme ad Aton e Lumee ci sarà anche il padrone di casa, Matteo Manzini, che con la sua sensibilità musicale e uno sguardo capace di mettere al centro l'energia del dancefloor, ha costruito un percorso fatto di ascolto autentico e comunità. Dopo oltre quindici anni a Londra, dove ha co-fondato il party damaged ed è diventato curatore delle chill-out room per le maratone del fabric, ha deciso di portare quella stessa essenza in Italia con il format Mezzogiorno Mezzanotte, ispirato dall'atmosfera unica di EV Station e pensato per innestare un respiro internazionale in luoghi intimi e fuori dagli schemi.

Per sapere qualcosa in più su di lui, potete ascoltare il suo mixato uscito proprio per Mixmag Italia qualche mese fa, per la rubrica Italiani Fuori.

A completare l'ossatura di Mezzogiorno Mezzanotte c'è un'altra intuizione che sa di arte partecipata e di community building vero, "lontano dallo scrolling fine a sé stesso", dice Matteo. Il logo del format, un cerchio essenziale, nato dal brainstorming di Matteo e poi cesellato da un grafico professionista, racchiude al suo centro uno spazio volutamente ambiguo: per Beniamino era il richiamo ai vinili, per Matteo il sole di mezzogiorno o la luna di mezzanotte. Da quella doppia lettura è nato un remix contest a regola d'arte: chiunque può inviare una propria interpretazione grafica del logo, e le proposte più interessanti verranno inglobate temporaneamente nella comunicazione online di ogni singolo evento, per poi azzerarsi e lasciare spazio a quelle successive. Un modo per chiedere alle persone di mettersi in gioco, sporcarsi le mani (o il mouse) e diventare parte attiva di un progetto che, passo dopo passo, prova a costruire una comunità senza mai prendersi troppo sul serio.

Inoltre, durante la prima tappa del 10 maggio di MZZ MZZ, EV Station ospiterà anche una piccola mostra fotografica dedicata alla Riviera Romagnola. Le immagini, scattate dalla fotografa Claudia D'Elia e integrate con materiale recuperato dall'archivio visivo di Dig Time, raccontano le giornate tipiche di una delle aree turistiche più iconiche e storiche d'Italia, seguendo un arco temporale che va da mezzogiorno a notte fonda. Un gioco di sguardi tra passato e presente, omaggio a un'Italia balneare che vive di luce, sale e nostalgia, perfettamente in sintonia con l'anima ibrida e fuori dagli schemi del progetto e di EV.

Calare il sipario in questo modo, per EV, non è altro che la conferma di come la passione e l'amore per ciò che si fa vincono sempre, anche quando sembra non esserci via d'uscita in uno stato che non sempre premia la voglia di provarci, soprattutto per realtà indipendenti e giovani. Beniamino girerà le chiavi del suo locale l'ultima volta con l'ennesimo atto di fiducia, affidando la sua ultima danza a un progetto appena nato e lasciando in eredità una lezione semplice: i luoghi veri non muoiono, si trasformano. A Mezzogiorno Mezzanotte auguriamo allora di trovare tante altre stazioni di servizio, tanti altri dancefloor intimi e tante altre comunità pronte a remixare non solo un logo, ma il senso stesso dello stare insieme. E a Beniamino, che ha tenuto accesa la luce fino all'ultimo, un grazie e un in bocca al lupo per la prossima curva. Perché chi ha viaggiato fino a qua, non si ferma certo adesso.

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